Le lacrime di Messi e l’attacco a Rizzoli

MESSI

Da una parte la delusione di un Paese che vive di calcio. Dall’altra la stella più brillante del mondo che si spegne tutta assieme. E poi ancora la rabbia che fa perdere lucidità e porta gli argentini a prendersela più con Rizzoli che con gli errori dei suoi attaccanti.

Un secondo dopo il fischio finale, la faccia di Lionel Messi diceva che avrebbe voluto essere ovunque, ma non lì. E quando lo hanno premiato come miglior giocatore del torneo, si è rapidamente sbarazzato del trofeo, quasi sentisse di non meritarlo. «Per me non ha alcuna importanza – ha ammesso – perché ciò che volevo era la Coppa. Dopo una finale persa così, la tristezza è tanta, ma anche se non abbiamo fatto felice il popolo argentino possiamo tornare a casa a testa alta, visto il Mondiale che abbiamo fatto. Avremmo meritato di più, volevamo alzare la Coppa, e adesso stiamo soffrendo».

Maradona non è stato tenero con il connazionale: «Poverino! Io a Leo regalerei il cielo, ma quando quelli del marketing vogliono farti vincere qualcosa che non hai meritato, è ingiusto». Quella Coppa, che Dieguito alzò a Messico ’86, per la Pulce resta un tabù. Il vincitore di tre Palloni d’oro Fifa consecutivi nel Barcellona, con l’Argentina rimane ancora un capolavoro incompiuto. Tanto che c’è chi comincia a chiedersi se valga davvero quei 20 milioni di euro (netti) all’anno che, lo scorso maggio, la società catalana gli ha garantito fino al 2018. In difesa di Messi è intervenuto Josè Mourinho. «La sconfitta non è stata colpa sua – ha detto lo Speciale One -è ancora un giocatore storico, non ha bisogno di vincere un Mondiale per essere tra i grandi del calcio. Facile osannarlo quando vince».

All’indomani della sconfitta subita nella finale del Mondiale con la Germania, la stampa argentina ha voluto comunque ringraziare la squadra di Sabella per quanto fatto vedere in Brasile e non ha risparmiato qualche critica nei confronti del direttore di gara Nicola Rizzoli. «Un orgoglio nazionale», titola il quotidiano di La Plata, Hoy, per il quale gli uomoni di Sabella sono «usciti a testa alta» dato che la vittoria tedesca è arrivata «nell’unica opportunità che hanno avuto» e «grazie all’aiuto del direttore di gara». Simile l’apertura di «La Razon», che titola «un grande grazie», appprezzando «il sacrificio dei giocatori». Secondo Olè l’Albiceleste «è stata derubata di un rigore, ha sprecato diverse occasioni da rete in 120 minuti, ma ha dato l’anima sul campo».

IL TEMPO