Le Borse europee corrono dopo Draghi, Milano la migliore (+4,2%). Mps +43%. Petrolio sotto i 27 dollari

MARIO DRAGHI

Draghi mette il turbo alle Borse europee che balzano dopo l’apertura a nuove mosse espansive da parte del governatore della Bce già nella riunione di marzo. Allo stesso tempo il presidente della Bce precisa che l’autorità di vigilanza europea non ha chiesto nuovi rafforzamenti di capitale alle banche italiane, mentre l’invio del questionario sui crediti deteriorati riguarda 40 banche in tutta Europa e non comporta alcuna richiesta aggiuntiva agli istituti.

Piazza Affari ha chiuso con un rialzo del 4,2%, segnando la migliore performance tra i listini europei. Vola Banca Mps che rimbalza di oltre 40 punti percentuali dopo i crolli a catena dei giorni scorsi (da inizio anno il titolo perde ancora il 40,7%). Mps ha deciso di anticipare al 28 gennaio dal 5 febbraio il Cda che dovrà approvare i risultati del 2015. Nell’intervista concessa al direttore del Sole 24 Ore Roberto Napoletano il premier Matteo Renzi dice che alle attuali quotazioni Mps è a sconto, aprendo difatti a possibili compratori (anche internazionali) per l’istituto senese.

Ed è probabilmente per questo motivo che il trend sulla banca pare, almeno per oggi, invertito. Bene anche Bper (+11%) e Banco Popolare (+10%). In evidenza anche UniCredit (+7,9%), Ubi Banca (+5,7%), Mediobanca (+5,5%), Intesa Sanpaolo (+4,9%) e Bpm (+4,4%) e al di fuori del Ftse Mib ha chiuso in rally Carige, balzata del 29,84 per cento. In forte ribasso Saipem nel giorno in cui si decide il prezzo per l’aumento di capitale da 3,5 miliardi che partirà lunedì.

Ma bisogna procedere cauti, perché la volatilità resta altissima e i rischi di investimento in questa fase anche. Infatti gli altri due temi che hanno fatto impennare la volatilità (petrolio e Cina) restano apertissi. Subito dopo l’apertura di Wall Street il prezzo del petrolio a New York continuava a scendere, sotto quota 27, per poi chiudere invece a 29,63 dollari (+4,9%). La Borsa americana dopo un’ottima apertura ha limato i guadagni ma è rimasta positiva. In chiusura Dow Jones +0,73% a 15.881,32 punti e Nasdaq +0,01% a 4.472,06 punti. In territorio positivo anche l’indice S&P500: +0,52% a 1.868,91 punti. Le dichiarazioni accomodanti di Draghi hanno invece penalizzato l’euro, che si è indebolito a 1,0828 dollari (1,09 in chiusura).

Sono andate avanti, intanto, incessanti le vendite sui mercati finanziari cinesi, con gli investitori sempre più preoccupati per il rallentamento della seconda economia mondiale e per il suo impatto sulla crescita globale. La borsa di Shanghai ha chiuso in calo del 3,23%, mentre Shenzhen scivola del 4,01%. Ribassi più moderati per Hong Kong, che si avvicina alla chiusura in calo dell’1,36%.

Effetto Draghi anche sullo spread BTp/Bund, precipitato sotto i 100 punti base. Il differenziale di rendimento tra il decennale benchmark italiano (Isin IT0005127086) e il pari scadenza tedesco che oggi aveva aperto a 118 punti base, dopo le parole del presidente della Bce è andato a quota 99 punti, con un rendimento in forte calo all’1,53% dall’1,69% dell’apertura.

Il Sole 24 Ore