Lazio Vittoria o vacanza

LAZIO PARMA

Ultima chiamata per l’Europa. Sotto l’acqua, prevista in abbondanza sullo stadio Olimpico, e senza l’aiuto del pubblico (attesi circa 12mila tifosi, mentre la Nord ha invitato tutti a Ponte Milvio nonostante la questura abbia negato l’autorizzazione per il maxischermo), oggi pomeriggio la Lazio affronta il Torino nell’ennesimo spareggio per restare agganciati al sesto posto, ultimo utile per la partecipazione alle coppe europee della prossima stagione. Uno scontro diretto da non fallire, come già le ultime due sfide casalinghe vinte contro Parma e Sampdoria.

Il bivio granata è senza ritorno: la via sbagliata – una sconfitta ma anche un pareggio – porterebbe i biancocelesti in vacanza anticipata, con quattro partite ancora da giocare e un’Europa lontana anni luce. «Ormai sono tutti scontri decisivi – ha spiegato Reja – la corsa non dipende soltanto da noi perché siamo in ritardo. Quanti punti servono? Difficile fare valutazioni, ci sono molti scontri diretti a partire dal nostro contro il Torino e la sfida tra il Parma e l’Inter: dobbiamo raccogliere il maggior numero di punti senza fare calcoli».

Oggi pomeriggio non sarà facile e non solo per la tradizione negativa contro il Torino (negli ultimi sei incontri giocati all’Olimpico la Lazio ha vinto una sola volta): Ventura non potrà contare su Cerci, ma Immobile è in grande forma. «Il Toro va preso con le pinze – ha riconosciuto Reja – dovremo avere pazienza e grande attenzione tattica perché sono bravi nel chiudere gli spazi e ripartire, abili nel fraseggio e hanno giocatori importanti davanti. Immobile è in grande forma e ha trovato la maturità: credo sia nell’elenco dei calciatori da tenere in considerazione per il Mondiale, il futuro è suo. L’assenza di Cerci? Saranno comunque undici, Meggiorini non è scarso, anche se ha caratteristiche diverse».

E poi, ancora una volta, i biancocelesti giocheranno in uno stadio Olimpico semi-deserto: «Quando giro per Roma vedo tanta voglia di Lazio – ha osservato Reja – bisognerebbe trovare un collante. Ricordo quanto entusiasmo c’era anche ad Auronzo: la nostra è una tifoseria straordinaria, vorrei averla vicina soprattutto in partite come questa, sarebbe importante. Spero in un riavvicinamento, maggior calore verso i giocatori anche se non dovessimo raggiungere l’obiettivo dell’Europa League: sarebbe gratificante».

Ma la Lazio oggi dovrà fare da sola, come ormai è abitudine. «Almeno spero di trovare arbitri in forma da qui in avanti – ha dichiarato il tecnico goriziano con un sorriso amaro – non voglio tornare su quanto accaduto la scorsa settimana, ma non bisognerebbe commettere errori a ripetizione». Un avvertimento per Guida, designato da Braschi per la sfida dell’Olimpico, ma anche per la difesa biancoceleste, reduce dagli orrori del San Paolo: «Ho diversi problemi per squalifiche e infortuni – ha osservato Reja – non riesco mai a schierare la stessa squadra. Novaretti? Ha fatto tre ottime partite, poi ha sbagliato contro Higuain ma non posso penalizzarlo per un errore».

Fiducia, dunque. In Novaretti e nella Lazio, perché per Reja l’Europa è ancora possibile. E per pensare al futuro c’è tempo, almeno secondo l’allenatore goriziano. «Noi siamo all’inizio di un ciclo e dovremo trovare forze nuove – ha spiegato Reja – questo è un organico con valori importanti, ma per essere competitivi bisogna individuare altri elementi. Il mio futuro? Sono un dipendente e ho un accordo con Tare: sarò l’allenatore anche il prossimo anno, stiamo lavorando anche in prospettiva futura. Ma adesso la cosa più importante è la sfida al Torino: il nostro compito è vincere tutte le partite da qui alla fine».

IL TEMPO