Lazio, tre punti e basta

LAZIO PARMA

Brutta e possibile. La Lazio supera l’Empoli giocando male, sale in classifica senza entusiasmare e purtroppo perde Biglia almeno un mese e mezzo (se va bene). Il 2-0 finale non inganni, la rete di Keita alla mezzora del primo tempo, il raddoppio di Lulic a tempo scaduto, in mezzo poca Lazio e un avversario volenteroso e poco incisivo.Qualche parata di Strakosha, una sostanziale tenuta della difesa biancoceleste e i tre punti prendono la via di Formello. Ma Inzaghi deve riflettere sugli infortuni che stanno penalizzando il cammino dei suoi e sulla difficoltà ormai chiara a costruire gioco.

PROBLEMI A RAFFICA
Una manciata di minuti e Biglia si accascia sul prato dell’Olimpico: esce in lacrime, non vuole la barella ma è una ricaduta dell’infortunio al polpaccio che gli aveva fatto saltare le sfide contro Pescara e Milan. Non resta che sperare in un responso migliore di quanto si prevede, lo stop di sicuro sarà ungo e mette sul banco degli imputati il giocatore ma anche Inzaghi e staff medico. Peccato perché queste ingenuità peseranno molto sulla classifica finale della Lazio.

SQUADRA STANCA
Il dato più preoccupante è la condizione fisica precaria, sono state sufficienti tre partite in otto giorni per mettere in crisi molti calciatori. L’attenuante del caldo, che pure ieri si è fatto sentire, vale fino a un certo punto perché l’Empoli ha corso di più e meglio nonostante avesse avuto un giorno di meno per recuperare dal turno infrasettimanale. I centrocampisti sono scoppiati dopo un’ora, il solo Milinkovic a lottare su ogni pallone reggendo il confronto. Parolo e Cataldi hanno spesso perso i duelli con dirimpettai più brillanti, lo stesso sulle fasce laterali dove Anderson e Lulic prima, poi Lukaku e Lombardi sono sempre andati in difficoltà. C’è da lavorare sotto quest’aspetto sperando poi di recuperare prima possibile Marchetti (l’unico che può esserci già nella trasferta di Udine), Bastos, Basta e Biglia, troppi titolari insieme fuori gioco acuiscono i limiti strutturali e di personalità di un gruppo molto giovane.

LE NOTE LIETE
Keita si è sbloccato, Felipe, seppure a intermittenza, quando si accende è tornato a devastare le difese avversarie e soprattutto si rivede il ministro della difesa, Stefan De Vrij, fondamentale nel leggere in anticipo le giocate degli avversari. Non ha deluso Wallace pur con qualche imprecisione e più in generale la difesa da ottime risposte compreso il giovane portiere Strakosha. Di certo, da lassù il generale Vaccaro non si sarà divertito a vedere un Olimpico così vuoto. Ieri ricorreva il trentatreesimo anniversario dalla sua scomparsa, lui l’eroe di tutti i laziali per aver evitato la fusione con la Roma nel 1927. La Lazio ha bisogno dell’amore dei suoi tifosi, occorre fare qualcosa per non diperdere un patrimonio, la passione di sta spegnendo e sarebbe giusto prenderne coscienza. A cominciare dalla società per finire ad alcuni tifosi da divano solo pronti a criticare e qualcuno persino a gufare pur di vedere confermate le loro idee negative sulle scelte del club. Il vero obiettivo di Inzaghi deve essere quello di riconquistare la gente lormai avvitata in una sterile contestazione. Le vittorie aiutano, anche stentate come contro l’Empoli, ma la Lazio deve crescere. Tanto.

IL TEMPO