Lazio subito Mauri, poi la punta

MAURI_LAZ_SAS

La Lazio riabbraccia Stefano Mauri. Aspettando l’attaccante chiesto da Stefano Pioli, il presidente Lotito ha confezionato un primo regalo per il tecnico, trovando l’accordo con l’ex capitano. Non due anni di contratto, come sperava Mauri, e neppure il milione e 200mila euro chiesti dal brianzolo, ma un’intesa che soddisfa comunque entrambe le parti: un anno ancora insieme, fino al 30 giugno 2016, per circa 800mila euro più bonus legati alle presenze e ai gol per una cifra complessiva che può raggiungere il milione. Per formalizzare l’accordo mancano alcuni dettagli, ma il comunicato ufficiale dovrebbe arrivare già oggi. La società vuole inserire nel contratto di Mauri anche una clausola per la rescissione automatica in caso di nuova squalifica del calciatore per le vicende legate al calcioscommesse, eventualità remota dopo la decisione presa dal procuratore federale Stefano Palazzi di non chiedere la revocazione del vecchio processo, ma non impossibile. Mauri è d’accordo, non teme nuove sorprese negative dalla giustizia sportiva e freme per tornare in campo.

Martedì ha incitato i compagni contro il Bayer, ora accelererà il programma personalizzato già avviato sabato scorso per recuperare la forma fisica migliore. Il brianzolo ha perso tutta la preparazione, dunque è impossibile vederlo in campo prima di un mese. Per Pioli, alle prese con un’emergenza imprevista nel reparto offensivo e uno spogliatoio in fermento per la pessima gestione della fascia lasciata in eredità proprio da Mauri, è senz’altro una buona notizia. Il lombardo rispetterà la decisione dello spogliatoio sulla questione capitano, ma non potrà in ogni caso scendere in campo tra sei giorni a Leverkusen perché la lista consegnata all’Uefa non è modificabile. Alla Lazio, del resto, Mauri non basta. L’ha spiegato chiaramente Pioli dopo la sfida al Bayer, chiedendo un altro centravanti visti gli infortuni di Djordjevic e Klose. Per ora, però, Lotito non ha fretta. Alla società biancoceleste – che nei giorni scorsi ha fatto un sondaggio con l’Inter per D’Ambrosio, terzino eclettico con un ingaggio poco superiore al milione ma «trattenuto» dalla richiesta da 7-8 milioni del club nerazzurro – serve una punta da almeno 15 gol a stagione e la qualificazione alla fase a gironi della Champions porterebbe circa 30 milioni, da reinvestire almeno in parte sul mercato. I nomi sul taccuino del direttore sportivo Igli Tare sono tanti: dal giovane Baez (corteggiato anche dalla Fiorentina) a Borini, dalla vecchia fiamma Matri (l’ingaggio da 2.5 milioni è però un problema e poi il Milan, in attesa di Ibrahimovic, non vuole liberarsene) allo svincolato Borriello fino al giovane turco Caglayan (classe 1996 del Kayserispor) e al discusso Balotelli.

Un sogno per tanti tifosi, un pericolo per molti altri a causa dell’intemperanza di Supermario, finito fuori rosa al Liverpool. I Reds sarebbero disposti a pagare anche parte dell’ingaggio da circa 5 milioni di euro, la Lazio riflette ma non è convinta. In questo scenario c’è da valorizzare lo scontento Keita, che appena dieci giorni fa ha chiesto la cessione ma ora si è rilanciato con il gol al Bayer. In Germania avrà un’altra occasione per convincere Pioli, ma se la società deciderà davvero di comprare un altro attaccante sarà difficile trattenerlo.

IL TEMPO