Lazio Sogno infranto

LAZIO PARMA

Il sogno è già finito. La vittoria per 1-0 nella gara d’andata non basta alla Lazio, travolta per 3-0 sul campo del Bayer Leverkusen nel ritorno del turno preliminare che metteva in palio un posto in Champions League. Una sconfitta netta, meritata, che spegne le speranze dei tifosi biancocelesti (2mila alla BayArena, tanti altri davanti alla tv) e fa svanire il tesoretto da 30 milioni pregustato dalla società.

LE SCELTE TATTICHE

Rispetto all’andata, in Germania Pioli non può contare Biglia e allora abbandona il classico 4-3-3 per mandare in campo un accorto 3-4-3, che spesso si trasforma in 5-4-1 con Basta e Lulic a scalare sulla linea difensiva. In parte è necessità, perché il tecnico emiliano non ha mai trovato un valido vice-Biglia. In parte è tattica, perché all’Olimpico Bellarabi e nella ripresa Calhanoglu avevano creato diversi problemi alla retroguardia biancoceleste sugli esterni. Ma la ragione principale della scelta «difensiva» di Pioli è la miglior forma fisica mostrata dal Bayer nella gara d’andata.

40 MINUTI IN EQUILIBRIO

Il piano biancoceceleste è forse rinunciatario – le sortite offensive sono tutte affidate al trio Candreva, Keita e Felipe Anderson – ma per 40 minuti funziona bene, anche perché la difesa del Bayer è tutt’altro che irreprensibile. Per dirla tutta, il centrale Tah è proprio un disastro e lo dimostra subito regalando il pallone a Keita davanti alla propria area, ma Leno ci mette una pezza. Per il resto il Bayer fa sempre la partita e al 25’ colpisce anche una traversa con Kiessling su azione nata da calcio d’angolo, ma sulle fasce non riesce a sfondare e allora deve affidarsi alle conclusioni dalla distanza dello scatenato Calhanoglu, rischiando però qualcosa sulle ripartenze biancocelesti: per due volte Keita si presenta davanti a Leno ma da posizione defilata non riesce a sorprenderlo, anche se nella seconda circostanza chiede invano un rigore per una leggera trattenuta del solito Tah.

IL DOMINIO TEDESCO

Al 40’ però, la partita cambia. Basta un errore difensivo, come accaduto anche all’andata: su un innocuo pallone filtrante De Vrij si addormenta, Kiessling gli ruba il tempo e crossa, Onazi sbaglia il rinvio e un rimpallo favorisce Calhanoglu, freddo nel segnare a porta vuota. La BayArena esplode e il Leverkusen prende fiducia, trovando anche il raddoppio a inizio ripresa: stavolta l’anticipo lo sbaglia Mauricio, Mehmedi si presenta solo davanti a Berisha, sbagliare è impossibile. La Lazio è nel pallone, Pioli prova a scuoterla inserendo Kishna per Radu e passando all’offensivo 4-2-4, ma il Bayer domina e sfiora il terzo gol con Kramer, Bender e Bellarabi. Al resto ci pensa Mauricio, con due ammonizioni rimediate in otto minuti tra il 60’ e il 68’: Lazio in dieci, entra Gentiletti ed esce Anderson per riequilibrare la squadra, ma nulla sveglia i biancocelesti. E allo scadere arriva anche il meritato tris tedesco, firmato Bellarabi.

STAGIONE IN SALITA

Sfumato il sogno Champions, ora ripartire dall’Europa League sarà dura per la Lazio. Da tanto tempo la squadra biancoceleste aspettava questa possibilità, vederla svanire è un duro colpo psicologico. Tra l’altro la stagione è cominciata tra i mugugni per l’inadeguata gestione della fascia di capitano – ieri, assenti Biglia e Klose, l’ha pretesa Candreva senza però dimostrare di meritarla – e i mal di pancia dello stesso Biglia e del giovane Keita. Da oggi bisognerà ripartire e per farlo, adesso più che mai, servirebbe l’aiuto della società, un regalo dal mercato nonostante i 30 milioni persi.

IL TEMPO