Lazio, se ci sei batti un colpo

ANDERSON_PIOLI

Scossa o crisi. C’è il tabù Juve da sfatare, una sfida che nelle ultime due occasioni ha visto la squadra di Allegri alzare coppe in faccia alla Lazio. Prima all’Olimpico la Tim Cup a maggio col doppio palo di Djordjevic prima del colpo al cuore di Matri nei supplementari, poi la Supercoppa di Pechino in quella maledetta missione cinese da dove è cominciato il tracollo biancoceleste. Tanti motivi per mettere pepe su un piatto succulento, una gara ricca di spunti per capire se la rimonta juventina è reale oppure se la «malattia» laziale è talmente grave da poter essere curata solo con il cambio tecnico. Ecco Lazio-Juve, Pioli non rischia la panchina a meno di un tracollo clamoroso, ma potrebbe ritrovarsi stanotte con la media terrificante di quattro punti conquistati in otto gare, oppure, ancora peggio, un solo pareggio nelle ultime sei partite (quattro disputate all’Olimpico). Saranno quindi novanta minuti di fuoco con Klose & Co. a caccia di un risultato positivo per allontanare le ombre e non scivolare in una classifica ancora più anonima di quella attuale (modesto decimo posto). Il tecnico chiede una prova d’orgoglio, vuole rivedere la Lazio arrembante della passata stagione, quella arrivata terza per intenderci. «In un momento come questo – esordisce Pioli – non conta l’avversario. Non c’è più tempo da perdere, dobbiamo fare il risultato, abbiamo due possibilità, scendere in campo pensando di non perdere oppure credendo di avere le qualità per fare la partita, per giocare e fare bene. Sarà importante la compattezza, in avanti e in difesa. Giochiamo con una grande squadra, quindi bisognerà non fare errori e finalizzare tutte le manovre al meglio: la chiave della gara ce l’abbiamo bene in testa, ora dobbiamo metterla sul campo».

Poi apre il capitolo arbitri. Al netto delle scelte sbagliate da società e tecnico, senza dimenticare le prestazioni incolori di molti dei giocatori biancocelesti, ci sono state sviste clamorose a rendere ancora più complicato il cammino della Lazio. Pioli va giù duro: «Stiamo subendo troppi torti e non è giusto: voglio più rispetto e attenzione. Ci deve essere equità, io lavoro con grande professionalità e vorrei che ci fosse anche da parte degli altri. Vorremmo che i nostri risultati dipendessero solo dalle nostre capacità, invece è successo che certe decisioni ci hanno penalizzato. Quindi abbiamo il diritto come tutti di avere arbitraggi giusti». In questo senso la designazione di Banti di Livorno, quello che è già costato una ventina di milioni alla Lazio di Reja sconfitta a Napoli 4-3 dopo un rigore inventato e un gol fantasma non convalidato, non lascia molto tranquilli né dirigenti né tantomeno i tifosi che decideranno comunque di recarsi all’Olimpico. Quegli errori costarono una qualificazione in Champions, nessuno l’ha dimenticato a Formello.

Infine l’allenatore biancoceleste assicura che a gennaio la società interverrà sul mercato: «La società sarà in grado di intervenire ma ora dobbiamo pensare a sistemare le cose tornando a fare risultati positivi. Quando questi risultati non arrivano, siamo tutti responsabili, in primis l’allenatore. Io non posso controllare tutto, posso solo lavorare e riportare la squadra che mi è stata affidata a fare punti».

Ci saranno quasi 30.000 spettatori, almeno 10.000 gli juventini, curva Nord sempre vuota (lo sciopero contro il prefetto Gabrielli continua), numeri mai visti per una sfida contro i bianconeri. Sicura la presenza dell’aquila Olympia, una che non manca mai: lei si aspetta un colpo d’ali della «sua» Lazio per non avvitarsi in una crisi sempre più profonda.

IL TEMPO