Lazio, se ci sei batti un colpo

PIOLI_LAZIO

La Lazio prova a darsi un obiettivo per non buttare via il campionato già al giro di boa. Questione di stimoli di un gruppo che rischia di lasciarsi andare e restare nel limbo di una classifica inguardabile (decimo posto attuale) quando invece è fondamentale pensare positivo. Del resto il sesto posto che potrebbe valere l’Europa League è lontano solo quattro punti e allora sotto con la Fiorentina (ore 18) che sembra un po’ la Lazio dell’anno scorso. Allenatore nuovo e bravo, Paulo Sousa, squadra che gioca benissimo e giocatori ritrovati come Ilicic o scoperti come Kalinic. Al Franchi, violato nelle ultime due occasioni dai biancocelesti, ci vorrà però la Lazio di San Siro, volitiva e ben disposta alla sofferenza per portare a casa almeno un pareggio. Altrimenti, si rischia di fare la fine di Napoli (umiliante 0-5) o di altre sfide contro le squadre che la precedono in classifica (battuta solo l’Inter, per il resto otto ko). Di certo, Pioli spera di non rivedere la prova di mercoledì contro il modesto Carpi, uno 0-0 che non è andato giù al tecnico: «Solitamente il giorno dopo una brutta partita – spiega il tecnico della Lazio – sto meglio ma stavolta ho fatto fatica ad accettare la nostra prestazione. Mi sento come quei genitori che hanno dei figli intelligenti ma con i professori che dicono che dovrebbero applicarsi di più a scuola. So quando è il momento di usare bastone e carota, adesso vedo uno spirito diverso e migliore rispetto al passato».

Prova anche a mostrare i muscoli all’avversario secondo in graduatoria e vera e propria rivelazione del girone d’andata. «La Fiorentina è un’ottima squadra – spiega Pioli – Paulo Sousa sta facendo un grande lavoro ma nessuno è imbattibile. A Firenze voglio vedere un’altra Lazio. Le aspettative sono superiori rispetto all’anno passato, la stagione non è finita mercoledì, nel ritorno dobbiamo fare molti più punti per scalare la classifica». Per una volta deroga ai suoi principi e risolve un dubbio di formazione: «Bisevac? L’impressione è positiva soprattutto per i dialoghi che ho avuto con lui ma non credo però sia ancora pronto dall’inizio e poi Mauricio ha recuperato». La difesa sarà confermata in blocco con Berisha in porta, la linea a quattro formata da Konko, Mauricio, Hoedt e Radu, a centrocampo tornano Milinkovic e Biglia che avevano saltato il Carpi per squalifica (accanto a loro Parolo), tridente con Candreva, Djordjevic e Keita (solo panchina per Felipe Anderson). Particolarmente atteso il giovane serbo che aveva rifiutato in estate il trasferimento a Firenze dopo essersi messo a piangere nella sede viola e aver resistito alla tentazione di violare l’accordo raggiunto in precedenza con la Lazio. Biglia & Co. troveranno ad attenderli trentamila tifosi pronti a spingere la Fiorentina verso il titolo d’inverno e una città che sogna il tricolore,

Sousa suona la carica: «Negli ultimi due anni la nostra storia contro la Lazio non è positiva, vogliamo cambiare questo trend. Sono una squadra concreta, hanno un allenatore, Pioli, che lavora da due anni con gli stessi giocatori e che ha fatto benissimo, stanno solo pagando l’eliminazione dalla Champions. Dovremo dare il massimo per batterli». Appuntamento al Franchi, fischierà Rizzoli non proprio un talismano per Lotito, Pioli spera di ritrovare la Lazio sparita intravista solo a San Siro, altrimenti sarà una stagione sempre più anonima.

Il Tempo