LAZIO, RIPRENDE LA CORSA

Lazio Atalanta Reja' 2

CAGLIARI Edy Reja rovescia il trend di Vladimir Petkovic, incapace di vincere in trasferta. Con il ritorno in panchina dell’allenatore goriziano la squadra raccoglie fuori casa quei punti che lascia all’Olimpico. E succede così anche al Cagliari, dove arriva la quarta vittoria esterna, al culmine di una sfida giocata con alfieriana concretezza e dominata senza soluzione di continuità. Partita subito impugnata nel verso giusto, agitata con incursioni veloci lungo le corsie esterne, grazie ai guastatori Keita e Lulic e portata in porto con agio assoluto. Il rigore calciato fuori da Pinilla, sullo zero a uno, non intacca la ligettimità dell’affermazione biancoceleste, mai in discussione, al cospetto di un avversario deludente, incapace di fare gioco, troppo bloccato nella prima frazione e senza smalto nella seconda.
IL PREDESTINATO
Gli artefici del brillante pomeriggio isolano sono il giovane rampante Keita, talento allo stato puro, imprendibile e incontenibile nei suoi dribbling, nonostante Lopez lo affidi al brevilineo Pisano. Questo ragazzo, una delle poche note liete della deludente stagione, merita un posto fisso da titolare, perché ha qualità tecniche notevoli, personalità di un veterano e l’argento vivo addosso. Parte a destra, svaria a sinistra, torna a destra, scodella in area una serie di palloni che non vengono finalizzati per la latitanza di Klose, troppo innamorato di arretrare a giocare palla. Invece di presidiare quello che dovrebbe essere il suo naturale luogo di caccia.
IL RITROVATO
Insieme a Keita si rivede il ritrovato Lulic, forse pungolato dalle recenti critiche sul rendimento. S’impadronisce subito della fascia sinistra e la donima con continuità, come ai bei tempi, offrendo una prova di grandi contenuti e siglando una rete di pregevole fattura. Se Keita e Lulic possono considerarsi gli eroi del Sant’Elia, quasi tutta la squadra si dimostra all’altezza dell’impegno, sfoderando una prestazione decisamente importante: per atteggiamento, organizzazione e capacità di gestire la situazione.
SUCCESSO LIMPIDO
La Lazio parte aggressiva, chiude ogni varco e disorienta un Cagliari spento, che non riesce a ragionare, lento nella circolazione, evanescente in attacco. Lopez sbaglia la scelta delle punte, che corregge parzialmente nella ripresa, e questo incide sulla qualità di una manovra troppo asfittica per garantire risultati. Marchetti è ben protetto dai difensori e da Ledesma che assicura un filtro efficace e costante. Il fallo di Biglia su Vecino, che determina il rigore sbagliato rappresenta l’unica sbavatura dell’intero pomeriggio. Ironia della sorte, nemmeno dopo 60 secondi dall’errore, arriva il raddoppio di Keita, a colorare una gara da protagonista assoluto.
LA RINCORSA PROSEGUE
Il 2-0 mette fine alle residue velleità dei sardi che perdono Conti per doppia ammonizione (seconda espulsione nelle ultime 4 giornate). Marchetti, oltre agli insulti, continui e beceri, della curva, riceve soltanto un tiro dalla distanza di Ibraimi, alzato in corner. Dopo la clamorosa sconfitta interna contro l’Atalanta arriva l’immediato riscatto per riprendere l’inseguimento alla zona Europa League.
CONTINUITÀ DI RISULTATI
Il distacco resta comunque importante, perché vincono in trasferta anche Inter e Parma, formazioni in grande condizioni. Per lottare alla pari la Lazio dovrà dare continuità ai risultati, senza concedersi altre amnesie. Intanto il tecnico Reja ha un elemento in più sul quale puntare per il gran finale, il gioiellino Keita, già diventato una pedina decisiva della Lazio. Riportarlo in panchina sarebbe un delitto.

Il Messaggero