Lazio Rinascita o crisi

PIOLI_LAZIO

Quattro partite per la verità. Chievo, Parma, Atalanta e Inter sveleranno i reali obiettivi della nuova Lazio di Stefano Pioli. Il tecnico emiliano l’ha ripetuto più volte: il campionato si decide da marzo in avanti, ma a Natale sarà tempo per il primo bilancio. E da qui a Natale mancano quattro gare (più la sfida di Coppa Italia contro il Varese in programma martedì all’Olimpico), tutte abbordabili per l’ambiziosa squadra biancoceleste, reduce da due passi falsi consecutivi contro Empoli e Juventus.

L’obiettivo è chiaro: bisogna invertire subito la rotta per riprendere la corsa verso l’Europa e non permettere al Napoli di scappare. Le altre dirette concorrenti per le zone alte della classifica stentano – dalle milanesi alla Fiorentina – ma ora Pioli deve assolutamente sfruttare il calendario favorevole, perché nelle successive quattro giornate di campionato la Lazio dovrà vedersela contro Sampdoria, Roma, Napoli e Milan. «Non possiamo modificare l’esito delle ultime due partite – ha dichiarato il tecnico biancoceleste – ma vogliamo cambiare il futuro: contro il Chievo faremo meglio».

Pioli ne è convinto, ha analizzato gli errori commessi a Empoli e contro la Juventus e ha strigliato la squadra. «Ci è mancato qualcosa – ha ammesso l’allenatore emiliano – attenzione e determinazione al Castellani, lucidità con i bianconeri. Ma non parlate di una Lazio poco umile, non è questo il problema. Del resto le sconfitte possono rivelarsi molto utili: la squadra oggi ha le idee più chiare, sa cosa deve fare e cosa non deve fare, mi aspetto risposte importanti già a Verona».

La tradizione sul campo del Chievo è favorevole: al Bentegodi la Lazio è reduce da 7 vittorie consecutive (l’ultimo risultato utile per i veneti è datato 5 marzo 2006, un pareggio per 2-2) e in 12 gare ha perso una sola volta, in un lontanissimo 30 gennaio 2002, tra l’altro la prima sfida tra le due squadre. Pioli, com’è giusto, non guarda però al passato, né all’esperienza positiva sulla panchina del Chievo: «Ho bei ricordi – ha raccontato il tecnico della Lazio – la società ha creduto in me concedendomi la possibilità di allenare in serie A. Mi aspetto un Chievo determinato, con Maran hanno trovato maggiore compattezza. Vengono da tre risultati utili consecutivi, si chiuderanno e saranno pronti a ripartire, ma se c’è una squadra che deve avere più grinta questa è la Lazio. Voglio vedere rabbia e determinazione, la giusta cattiveria per prenderci questi tre punti».

Pioli suona la carica, Lotito l’ha fatto in settimana («Non è contento degli ultimi risultati – ha spiegato il tecnico – è venuto per stimolarci e aiutarci a reagire, il suo intervento è sempre prezioso»). A Verona la Lazio dovrà evitare gli errori abituali, dalle disattenzioni sui calci piazzati ai cali d’intensità nella ripresa fino ai troppi gol subiti: «È un discorso di compattezza e organizzazione – ha osservato Pioli – sedici reti incassate sono troppe. E dodici le abbiamo subite con tutta la squadra sotto la linea della palla, quindi è un problema di concentrazione. Con il Chievo vogliamo giocare da squadra per 95 minuti approfittando anche degli errori avversari. Il mercato? Gennaio è ancora lontano, ma alcune valutazioni sono già state fatte». Prima di sognare i rinforzi, però, la Lazio ha bisogno di un filotto sul campo.

IL TEMPO