Lazio, Radu non potrà giocare ma è Marchetti il vero problema

Lazio Atalanta MARCHETTI 2

ROMA — Le indomabili paure di Marchetti, l’amara rinuncia di Radu e il malumore senza fine di Candreva: eccoli i tre ostacoli sulla strada del riscatto. In teoria il Cesena può essere l’occasione migliore per trovarlo, dopo l’inciampo di San Siro alla prima con il Milan. Però, a 48 ore dalla partita che rivedrà la Nord occupata dai laziali, dopo sei mesi di astinenza da tifo, la pratica racconta una realtà diversa.
A Formello di problemi ce ne sono e non si pensava ad una vigilia avvolta da tanta apprensione. Quei tre non sono gli unici grattacapi: anche il debutto di Gentiletti è atteso come una prova del nove del mercato biancoceleste e il destino della squadra è legato a doppio filo alla scintilla che deve (per forza) scoccare tra lui e Stefan de Vrij.

Uomini chiave

Forse, però, quelli relativi a Marchetti, Radu e Candreva sono i problemi più significativi, perché sono ombre sugli uomini chiave di Stefano Pioli nella fase finora più delicata della sua gestione: la ricerca della personalità di squadra, che passa dalle certezze da conquistare e mantenere per tutta la stagione. In primis sul portiere: lì una scelta netta va fatta subito. Chi è il primo e chi il secondo, gerarchie chiare perché il ruolo è particolare e, solo con campionato e Coppa Italia, non ammette ballottaggi eterni. Il prescelto era Marchetti, un top in potenza anche se reduce da un’annata no. Solo che domenica giocherà di nuovo Berisha e non certo per una scelta tecnica. Il motivo? Sempre il solito: Marchetti non se la sente. Impossibile stabilire dove finisca il problema fisico e inizi quello psicologico. La distrazione all’adduttore, rimediata in prossimità del Bassano, è solo un ricordo eppure il portierone, da allora, non ha più giocato nemmeno in partitella. Un «caso» conclamato che spiega perché la Lazio abbia cercato fin da gennaio un altro numero uno. In ogni caso Marchetti ora non c’è.

Il difensore k.o.

E pure Stefan Radu dovrà saltare l’appuntamento con il riscatto. Colpa di un problema al polpaccio destro che lo costringe a bypassare il Cesena e pianificare il rientro, forse addirittura tra un mese. Eppure il problema era all’adduttore sinistro, lì i controlli avevano scongiurato ricadute. Ma è bastato scendere in campo per pochi minuti e il rumeno si è fermato con rammarico doppio: già assaporava un Olimpico finalmente pieno di laziali. E al suo posto? Se la giocano Braafheid e Konko, rispettivamente una scommessa e una vecchia conoscenza della quale la Lazio aveva deciso di privarsi.

Le incognite

Nuove incognite per Pioli, insomma, che però ha da risolvere il rebus forse più complicato per la sua stagione. Perché il malumore di Candreva è direttamente proporzionale alla sua importanza nell’economia della squadra.
Giovedì 11 settembre il giocatore era in visita privata a Cinecittà World, ma non ha voluto proferire parola perché il rischio polemica con la società sul tema dell’adeguamento è reale. Però il suo pensiero è chiaro: è arrabbiato perché aspetta ancora una chiamata. È un tormentone destinato a pesare sempre più sul destino della Lazio. Prima e dopo il Cesena.

CORRIERE DELLA SERA