Lazio, poker al Parma e risposta alla Roma

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Sedici minuti. È quanto ha impiegato la Lazio per chiudere la partita con il Parma, rimandare la festa scudetto della Juventus e proteggere il secondo posto dal tentativo di sorpasso della Roma, che resta a un punto. La squadra di Stefano Pioli c’è ancora, non ha finito il carburante e il 4-0 ai gialloblù è un chiaro segnale: la sconfitta di Torino e il pareggio con il Chievo non hanno lasciato segni. La Lazio è pronta a lottare, a difendere con i denti la qualificazione diretta alla Champions League e i milioni preziosi per il mercato. I nomi degli uomini decisivi contro il Parma (che da stasera è retrocesso in Serie B) lo dimostrano: giocatori rimasti in dubbio fino all’ultimo perché non al meglio della condizione, come Parolo e Klose. Altra buona notizia pensando alla prossima sfida, la gara con l’Atalanta: Felipe Anderson è ancora devastante quando può partire dall’esterno e accentrarsi.

LE SCELTE DI PIOLI – Pioli ritrova Ciani in difesa e Parolo in mediana; Cataldi si sposta al centro della linea, nella posizione di Biglia, con Ledesma in panchina. In attacco, tridente con Candreva e Felipe Anderson esterni, e Klose al centro. Donadoni risponde con cinque centrocampisti e la coppia offensiva Palladino-Belfodil.

PARMA SUBITO PERICOLOSO – Parte bene la squadra gialloblù, che sfiora il gol dopo quattro minuti: magia in area di Nocerino per Palladino che però si fa anticipare da Marchetti in uscita. L’attaccante del Parma è ancora pericoloso tre minuti più tardi, con un tiro dal limite dell’area respinto dal portiere laziale. La gara della squadra di Donadoni finisce qui perché nei successivi nove minuti la Lazio segna addirittura tre volte.

VALANGA BIANCOCELESTE – I biancocelesti passano al primo tentativo grazie a una bordata terrificante di Parolo da fuori area, un destro sul quale Mirante non riesce neanche a tentare di opporsi. È il gol che riporta il sereno sull’Olimpico, dopo la notizia del vantaggio della Roma in caso del Sassuolo. La Lazio non si accontenta, il ricordo del pareggio beffa con il Chievo brucia. Tre minuti e arriva il raddoppio di Klose, in dubbio fino all’ultimo perché non al meglio della condizione. Felipe Anderson salta Gobbi con disarmante facilità e dalla destra mette al centro: Radu calcia e Mirante respinge proprio sui piedi dell’attaccante tedesco, che segna in spaccata. Il Parma non c’è più e per assistere al terzo atto dello spettacolo laziale basta aspettare altri tre minuti. La difesa gialloblù è imbarazzante e per Candreva è facile attraversarla senza trovare opposizione: solo davanti a Mirante, l’esterno non sbaglia e dedica la rete alla figlia. I fantasmi di un altro passo falso casalingo sono scacciati. La Lazio sta bene e sfiora il quarto gol con Klose, Candreva e Felipe Anderson.

CALA IL RITMO – Nella ripresa, la squadra di Pioli gestisce risultato ed energie, evitando sprechi: domenica ci sarà la trasferta contro l’Atalanta, altra tappa decisiva della corsa Champions League, e al 64′ il tecnico toglie Felipe Anderson. Gestiscono anche i cartellini i biancocelesti. Klose rimedia un giallo per una brutta entrata sotto gli occhi dell’arbitro: era diffidato, salterà la gara di Bergamo e il suo è forse un “sacrificio” necessario per tornare in campo pronto per gli scontri diretti delle ultime quattro giornate. Il poker arriva all’81’ con Keita: discesa travolgente di Candreva sulla destra e palla al centro per il giovane attaccante, che non sbaglia. L’Olimpico fa festa, la Lazio respinge l’assalto della Roma: a cinque giornate dalla fine del campionato, il sogno Champions League è più che mai vivo.

CORRIERE DELLO SPORT