Lazio Pioli: torniamo in alto

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La tradizione racconta di una vecchietta che, nella notte dell’Epifania, vola con la sua scopa sgangherata per le case a riempire le calze dei bambini: dolci per i più buoni, carbone amaro per i birichini. La Lazio non dorme sonni del tutto tranquilli, lo scorso anno ha fatto la brava e conquistato il terzo posto ma da agosto in poi quanti rimproveri si è presa. La Champions sfumata, la Coppa Italia e la Supercoppa, poi il deludente inizio di campionato: è evidente che un decimo posto a quota 23 punti e otto lunghezze dalla zona Europa League non possono bastare ai biancocelesti per scongiurare un po’ di carbone.

L’ultima caramella, la squadra di Pioli l’ha scartata al tramonto del 2015, l’impresa di San Siro contro l’Inter capolista ha ridato entusiasmo e convinzione a squadra e ambiente. E la Lazio ora spera di svegliarsi all’Olimpico oggi pomeriggio e trovare soltanto dolci e la vittoria con il Carpi nella calza, tre punti alla Befana per certificare che questa è la strada giusta per uscire dalla crisi: «Le due vittorie prima della sosta ci hanno dato fiducia e morale, ho ritrovato la squadra con un ottimo atteggiamento. La classifica però non è ancora quella che vogliamo e dobbiamo ricominciare a pedalare», Pioli pensa già a smaltire le calorie. L’unico regalo che vorrebbe è la continuità di risultati finora latitante, anno nuovo e buoni propositi: «Alla squadra ho fatto un discorso, difficile pretendere risultati diversi se si continuano a fare le stesse cose di prima. Ma il nostro obiettivo è chiaro: vogliamo centrare ancora l’Europa e dobbiamo lavorare per quello». Ruba la scopa, il tecnico emiliano, per far volare la Lazio oltre i limiti d’inizio stagione: «Abbiamo ancora tante possibilità di giocarci le nostre carte. In campionato siamo in ritardo e avanti abbiamo tutte squadre forti – sottolinea nella conferenza stampa della vigilia – non sarà facile ma credo nella mia squadra, ha la stoffa per risalire e per vincere più partite possibili. Coppa Italia ed Europa League sono obiettivi concreti, ce la possiamo fare».

Calare l’asso già con il Carpi, neopromossa e penultima in classifica con appena dieci punti. Gli emiliani vantano la peggior difesa del campionato – 33 gol subiti, ma occhio che la Lazio ne ha 26 – e il secondo peggior attacco della serie A. Guai però a sottovalutare la squadra del tecnico Castori: «Ci aspetta una partita complicata dal punto di vista tattico. Il Carpi ha messo in difficoltà Juventus, Fiorentina (ha conquistato i quarti di Tim Cup contro i viola ndc), Milan e Napoli: sono molto bravi in contropiede, ma siamo la Lazio e vogliamo vincere». E Pioli lancia un messaggio ai sostenitori biancocelesti, meno di 20mila saranno sugli spalti per la ripresa del campionato: «Abbiamo bisogno dei tifosi, per questo faccio un appello: tornate a riempire lo stadio, come Formello nell’amichevole di sabato».

La sfida dell’Olimpico è inedita, le due squadre non si sono mai affrontate ma gli emiliani hanno comunque un sassolino nella scarpa da togliersi. Ormai celebre la telefonata del presidente Lotito in cui lamentava la promozione delle piccole squadre di provincia nella massima serie, questione di diritti tv. Il Carpi giura di aver dimenticato ma Castori spera di punire il patron biancoceleste con Lasagna e Borriello in attacco. La Lazio invece che il giorno dell’Epifania porti fortuna come da tradizione, nell’era Lotito i biancocelesti sono imbattuti: 3 vittorie e 1 pareggio, vedi alla voce derby del 6 gennaio 2005.

IL TEMPO