Lazio, ora sei diventata grande

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Sognando la Champions. Un traguardo impossibile da immaginare pochi mesi fa ma ora alla portata della super Lazio di mister Stefano Pioli, capace di schiantare la Fiorentina e raggiungere il Napoli al terzo posto. Troppo bella per non essere ambiziosa, la squadra biancoceleste ha stupito l’Italia del pallone con un calcio totale mai ammirato nei primi dieci anni della gestione Lotito.

Il merito va riconosciuto all’allenatore emiliano, arrivato in punta di piedi dopo le numerose «audizioni di facciata» portate avanti dal presidente biancoceleste la scorsa Primavera. Una scelta vincente, perché in pochi mesi Pioli ha saputo rivoluzionare la mentalità della Lazio e restituire fiducia a un gruppo reduce dalle delusioni della passata stagione. Gli innesti estivi, da De Vrij a Djordjevic passando per Basta e Parolo, sono stati importanti, ma il lavoro dell’ex tecnico del Bologna – capace di trasformare l’oggetto misterioso Felipe Anderson e sfruttare al meglio risorse preziose come Biglia, Lulic e Mauri – lo è stato ancor di più.

I numeri della nuova Lazio sono incredibili. Dopo 26 giornate la squadra biancoceleste ha 8 punti più della scorsa stagione e il secondo miglior attacco del campionato con 47 reti segnate: solo la Juventus, lanciata verso il quarto scudetto consecutivo, ha fatto meglio con 53 reti all’attivo. Ma la Lazio ha fatto progressi importanti anche e soprattutto nella solidità difensiva: con 27 gol incassati la retroguardia biancoceleste è la terza meno battuta della serie A dopo la solita Juve (14 reti) e la Roma (19). Il paragone con la passata stagione, quando la squadra guidata prima da Petkovic e poi da Reja chiuse il campionato con 54 gol al passivo, è impietoso.

Lasciarsi trasportare dall’euforia quando mancano ancora dodici partite alla fine della serie A, del resto, sarebbe scellerato. Per tornare in Europa e continuare a sognare un posto in Champions la Lazio non deve alzare il piede dall’acceleratore. Anche perché nel prossimo mese il calendario è favorevole e va sfruttato al meglio: lunedì (ore 19) la squadra di Pioli fa visita al Torino concentrato sulla doppia sfida con lo Zenit San Pietroburgo valida per gli ottavi di Europa League (domani l’andata in Russia, tra otto giorni il ritorno in Piemonte); domenica 22 marzo (ore 20.45) la Lazio ospiterà il Verona mentre sabato 4 aprile alle ore 15 (domenica 29 marzo il campionato si ferma per lasciar spazio alla nazionale) farà visita al disperato Cagliari prima di ricevere l’Empoli il 12 aprile.

Quattro partite da giocare al meglio per rafforzare il terzo posto e puntare alla seconda posizione della Roma, che garantisce l’accesso diretto alla Champions senza passare per i preliminari. Pioli e i giocatori ci credono e fanno bene, perché i giallorossi sono attesi da un calendario più complicato (lunedì c’è la Sampdoria, il 4 aprile lo scontro diretto col Napoli) e soprattutto hanno l’impegno in Europa League, così come la squadra di Benitez e la Fiorentina.

Per la Lazio c’è anche la partita del San Paolo, in programma mercoledì 8 aprile alle 20.45, semifinale di ritorno della Coppa Italia: un traguardo prestigioso ma impossibile da paragonare al ritorno in Champions, che porterebbe nelle casse societarie almeno trenta milioni di euro consentendo nuovi investimenti sul mercato ed evitando dolorose cessioni. Il sogno della Lazio è appena cominciato.

IL TEMPO