Lazio cogli l’attimo c’è San Siro da sfatare

LAZIO PARMA

È arrivato il momento di vincere e di sfatare un tabù che dura ormai da 27 anni (l’ultimo trionfo dei biancocelesti a San Siro è datato 1989 grazie all’autogol di Maldini). Non esistono più scuse, la Lazio di Simone Inzaghi è in crescita e questa sera affronterà il Milan con l’obiettivo di strappare altri tre punti.

Il tecnico di Piacenza ha suonato la carica in conferenza stampa, ha archiviato in fretta il successo contro il Pescara e s’è concentrato sulla battaglia del Meazza: «Loro hanno giocatori di grande qualità in tutti i reparti – ha spiegato il mister biancoceleste – bisognerà fare attenzione. Per noi è sicuramente una gara importante, difficile, che cercheremo di interpretare con furore agonistico. È fondamentale invertire la statistica, è passato troppo tempo dall’ultima vittoria a San Siro, questa Lazio può farcela».

Servirà una prova intelligente, senza modifiche tattiche rispetto alla sfida di sabato, Inzaghino confermerà il 3-5-2: «Sono convinto che al di là dei moduli bisogna analizzare l’interpretazione della squadra e dei calciatori in campo. Che campionato mi aspetto? Difficile, tutte le squadre sono organizzate. Con il Chievo ci siamo presi il pareggio invece di perdere. Le partite vanno comunque giocate al massimo, le formazioni più blasonate possono andare in difficoltà».

Lo spogliatoio è unito, c’è un clima positivo e tanta voglia di arrivare in alto: «Sono contento di questo gruppo, Radu ha giocato con me, altri calciatori li ho conosciuti in Primavera. Mi stanno seguendo con disponibilità, ognuno accetta le mie scelte. Sono stato calciatore, so che non piace a nessuno restare fuori. Ci sono gli scontenti, è normale, ma per me è motivo di orgoglio. I giocatori mi stanno mettendo complicando la vita nelle decisioni, questo per un tecnico è sempre il massimo».

Danilo Cataldi prenderà il posto di Biglia in regia, mentre Djordjevic dovrebbe partire dalla panchina e lasciare spazio a Keita: «Danilo e Filip sono state le più belle sorprese con il Pescara – continua Inzaghi – sinceramente non avevo dubbi, anche se un conto è allenarsi bene e un conto è la partita. Ho fatto i complimenti alla squadra, a loro due in particolare. Non era facile dopo tanto tempo».

C’è anche qualcuno costretto a restare a Roma, le partite sono poche (la Lazio non ha le coppe) e la maggior parte dei ruoli occupati: «Kishna è fuori per scelta tecnica, ho diversi giocatori, per questa partita rimarrà a casa insieme a Vinicius e Prce. Siamo in 27, si sta allenando molto bene pure lui, poi però devo fare delle scelte. Giocando con due punte siamo coperti sulle fasce. Sugli esterni abbiamo Basta, Felipe che può giocare su entrambe le corsie, poi Lombardi, Lukaku e Lulic».

Inzaghi ha spento qualsiasi polemica relativa al calendario, la Lazio ha riposato un giorno in meno rispetto al Milan: «La loro gara contro la Sampdoria si doveva giocare sabato, poi c’è stato un imprevisto allo stadio Marassi. È capitato anche lo scorso anno, ma è un problema che riguarda tutte le squadre».

Pippo Inzaghi è stato una bandiera del Milan, per Simone stasera sarà un match speciale: «Lui lì ha fatto la storia da calciatore, avrebbe voluto pure da allenatore. Però sappiamo che la società ha cambiato molto negli ultimi anni, la colpa evidentemente non era la loro».

IL TEMPO