Lazio alla resa dei conti

LAZIO PARMA

Il giorno del giudizio è arrivato. Mandata in archivio una stagione deludente – 9° posto in serie A, sedicesimi di finale in Europa League e quarti in Coppa Italia – oggi il presidente Lotito incontrerà Edy Reja per decidere il futuro della Lazio. Con un solo imperativo: voltare pagina in fretta, perché fare peggio non è possibile.

Le intenzioni del numero uno biancoceleste per la panchina non sono chiare. Lotito stima Reja, l’ha richiamato per condurre la squadra fuori dal pantano, obiettivo centrato dal tecnico goriziano. Ora, però, la Lazio deve cambiare marcia. L’inevitabile rifondazione, avviata con esiti deprimenti la scorsa estate (solo Berisha e Biglia hanno meritato un posto tra i titolari), non può più essere rinviata, perché gli ex titolari Biava e Dias sono in partenza, Mauri non può rappresentare un punto fermo (Lotito gli ha offerto il rinnovo per un anno con ingaggio ridotto a circa 600 mila euro, lui sta valutando le ipotesi all’estero), Marchetti e Lulic hanno già preparato le valigie, Candreva è corteggiato dalla Juventus mentre il Napoli è pronto all’assalto per Radu (apprezzato anche in Premier e Bundesliga).

Tutto questo sarà discusso nell’incontro tra Lotito e Reja. La strategia della società è chiara: rifondare la squadra, rinunciando se necessario ad alcuni punti fermi (non solo Marchetti e Lulic) e comprando giocatori giovani ma già pronti per la serie A. Per capirsi, non un altro Felipe Anderson – mostratosi acerbo per la A – ma un difensore come Stefan De Vrij, capitano del Feyenoord (che ha rifiutato la prima offerta da 5 milioni), classe 1992 e già 10 presenze all’attivo con la nazionale olandese. Lotito ribadirà la linea al tecnico goriziano e ne ascolterà la posizione: Reja vuole garanzie, «almeno 3 difensori» e soprattutto «rinforzi all’altezza, con il carattere necessario per giocare a Roma», in altre parole calciatori già pronti.

Per questo la conferma di Reja sembra al momento complicata. Il futuro del friulano, per nulla intenzionato a passare dietro la scrivania, è in bilico, anche perché Lotito è tentato da un’ipotesi affascinante: Sinisa Mihajlovic. Il serbo ha ascoltato la proposta della Sampdoria ma ha preso tempo. Il motivo? Le voci sulla Juve sono cadute con la conferma di Conte e dunque l’unico club interessato a Sinisa sembra essere la Lazio. Lotito lo ha chiamato per conoscerne le intenzioni, il serbo ha assicurato la massima disponibilità ma poi i contatti si sono interrotti. E la Samp vuole una risposta entro domani.

I tempi, dunque, sono stretti, ma se dovesse saltare Reja la Lazio ha altre opzioni pronte: con Mandorlini fedele al Verona, sulla lista di Lotito ci sono ancora Guidolin e Donadoni, mentre Yakin sembra allontanarsi verso la Germania. Poi ci sarebbe la soluzione interna, ovvero Simone Inzaghi: «Il mio grande sogno è allenare in A – ha confessato il tecnico della Primavera, premiato con il riconoscimento “Ussi Roma 2014” – mi sono formato a Roma, sono qui da 15 anni, ho due figli romani. Il presidente lo sa, mi apprezza e se un giorno dovesse permettermi il salto mi farò trovare pronto».

Lotito ci pensa, ma prima vuole parlare con Reja. Perché il nodo allenatore va sciolto in fretta per poi concentrarsi sul mercato: per De Vrij bisogna vincere la concorrenza del Liverpool, poi servono altri difensori – nella lista Ogbonna della Juve, Moreno dell’Espanyol e De Maio del Genoa, oltre a Paolo Cannavaro chiesto da Reja e all’esterno del Feyenoord Martins Indi, oltre al francese Didier Digard, centrale del Nizza – un centrocampista (non solo Hunt e Xhaka, ma anche Nemanja Pejcinovic del Nizza) e magari un altro attaccante, con Quagliarella favorito. La rifondazione sta per partire.

IL TEMPO