Lavezzi-Pastore: Psg all’italiana Ma Ibra si fa male

VERRATTI

Un gol di Pastore direttamente prelevato dal Louvre mentre le porte della Piramide si stanno chiudendo sposta con decisione il duello dalla parte del Paris St.Germain. Sbigottito dalla bellezza dello slalom dell’argentino, e dall’arrendevolezza dei suoi difensori, José Mourinho scatta a stringere mani alla panchina francese prima ancora che il gioco riprenda, e che l’arbitro fischi la fine del recupero. In quel momento sembra una dichiarazione di resa.

Malgrado le punte Parigi ora brucia di passione, perché a questi livelli il 3-1 è un vantaggio largo, specie se sei una squadra che ha molti gol nei piedi anche a prescindere dalla carica a salve dei tuoi cannoni. Il Psg segna infatti tre gol alla difesa «diplomata» del Chelsea malgrado una nuova prestazione stinta di Ibrahimovic in Champions e malgrado il deludente apporto di Cavani, che ripiega a fare il terzino ma davanti non incide nemmeno dopo l’uscita di Zlatan (dolore ai flessori: si teme uno stiramento, quindi stagione a rischio). Il Psg segna fulmineo con Lavezzi, riceve in omaggio l’autorete in mischia di David Luiz nel momento in cui la gara sta decidendo dove indirizzarsi, e forse pianta un paletto nel cuore del Chelsea con l’estrema meraviglia di Pastore.

Super Verratti E’ il momento di affermare che il segreto di questo Psg si chiama Marco Verratti. Non è nostra abitudine tirare Prandelli per la giacca. Segnaliamo però che un ragazzo italiano governa il gioco di una grande d’Europa con una capacità tecnica e un talento tattico sconfinati. I suoi non sono passaggi banali, ma molto spesso lunghi e sempre verticali. Difficili, insomma: a volte troppo e in zone pericolose, ed è questo il difetto che deve togliersi. Ma la gara di ieri è stata il trailer di un fuoriclasse ormai in arrivo.

Rovesciamento La partita deflagra subito, perché l’1-0 dopo tre minuti stravolge i piani tattici di tutti. Il Paris St.Germain era preparato ad attaccare, sia pure con giudizio, e prima che il gallo canti si ritrova in tasca un gruzzoletto; il Chelsea era intenzionato a chiudersi e ripartire — prova regina la scelta del vitaminico Schurrle al posto dello sgonfio Torres — e invece deve rapidamente caricarsi sulle spalle il peso del match. La squadra di Mourinho, costruita per le transizioni veloci del suo trio di creativi, si dispone così al possesso palla; non gli riesce complicato, vista la qualità degli interpreti, ma il fatale schiacciamento in avanti del trio — se non c’è centravanti, non c’è profondità — obbliga David Luiz a fare il regista. La prima opzione di passaggio è sempre Hazard, perché nello schieramento di Blanc è noto a tutti che il ventre molle è Jallet; sentendo lì l’odore del sangue il Chelsea vi si dirige con ovvio cinismo, ma dopo una ventina di minuti nei quali lo strano schieramento di Mourinho (fra Schurrle che arretra e Ramires che si lancia, ci sono momenti in cui davanti c’è una linea di cinque uomini) combina poco, un’ingenuità — pensa te — di Thiago Silva, che abbatte Oscar in area, offre a Hazard il rigore dell’1-1.

Ripresa Se il primo tempo si chiude su un palo del belga, la ripresa gira sulla punizione di Lavezzi che David Luiz devia maldestramente nella sua porta. Da lì in avanti il match oscilla fra le transizioni inglesi — ora Torres dà profondità, ma Thiago Silva riesce a interrompere un letale passaggio per lui di Hazard — e la pressione francese, che al 39’ Cavani non concretizza di un amen. Pare finita. Pare. Il Louvre sta chiudendo, le serrande di sicurezza sono quasi giù, ma improvvisamente la Gioconda non è più al suo posto…

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