Lavezzi e lo spinello, Messi fa come Zoff: “Poco rispetto per l’Argentina”. Scatta il silenzio stampa

lavezzi

Come Dino Zoff, 34 anni fa. Il capitano dell’Argentina Lionel Messi, alla sua destra il Pocho Lavezzi accusato di essersi fatto un spinello, ha schierato la squadra compattissima – un gruppo di 26 giocatori in totale – dietro il tavolone della conferenza stampa subito dopo Argentina-Colombia (3-0) ha preso il microfono e ha parlato per tutti. E ha parlato così: “Buonanotte a tutti, preferiamo parlare in questa maniera piuttosto che fare un freddo comunicato. Come già sapete, perché qui si viene a sapere subito tutto, abbiamo deciso di non parlare più con la stampa. Abbiamo ricevuto molte accuse in questi giorni, c’è stata una generale mancanza di rispetto e non abbiamo mai detto niente. Però adesso non abbiamo più scelta. L’accusa fatta al Pocho è muy grave, e non possiamo far credere questo alla gente, non possiamo passarci sopra. Accettiamo le critiche anche più dure quando si perde e quando le cose non vanno però questo no, non possiamo accettarlo. No hablamos mas con la prensa. Molte grazie e buonanotte”.

Detto fatto, mentre i fotografi letteralmente assaltavano il gruppo e qualcuno tentava comunque di strappar loro una mezza parola, tutti e 26 scuri e imbronciati via dal salone delle conferenze dello stadio di San Juan dove da poco è terminata con una vittoria la partita contro la Colombia. Gol di Messi su punizione, Pratto (quello che aveva sfrattato Higuain dalla squadra titolare) e Di Maria. Un sospiro di sollievo in chiave qualificazione mondiale dopo la bufera per gli schiaffi presi dal Brasile quattro giorni prima.

Dunque, capito? “No hablamos mas con la prensa” ha detto il capitano Lionel Messi, nel suo nuovo look capelli biondi e barba lunga. Silenzio stampa, sì proprio come l’Italia 34 anni fa in Spagna e lui come Dino Zoff, che più o meno le stesse cose disse nel 1982 a Braga, alla Casa del Baron, dove era in ritiro la squadra di Bearzot che poi avrebbe vinto il Mondiale. Lio Messi allora non esisteva nemmeno, era solo nei pensieri di papà Jorge Horacio e di mamma Celia Maria. Che magari si videro tranquillamente l’Italia-Argentina 2-1 con i gol di Tardelli e Cabrini, muti e felici.

Allora successe che nel grande caos del mondiale spagnolo, con un clima invelenito dalle critiche feroci per gli scarsi risultati, dopo la partita col Camerun, apparve sul Giorno un articolo con qualche battuta che insinuava un rapporto intimo tra Rossi e Cabrini. Nell’epoca in cui il calcio era ancora molto macho e quella dell’omosessualità era un’offesa che incrinava l’onore del maschio quella battuta fu usata come innesco per chiudersi definitivamente del tutto, tagliare i ponti con l’esterno, e annunciare – tramite il mitico capitano Dino Zoff – il primo storico, organizzato silenzio stampa di protesta della storia del calcio. Dino Zoff ha dichiarato più volte, anni dopo: “Ero il capitano, avevo 40 anni e potevo fare da schermo alle polemiche quotidiane. Critiche e insinuazioni erano davvero pesanti. Bearzot non caldeggiò alcun silenzio stampa, la decisione fu del gruppo. E comunque fu una mossa vincente”. Ecco, più o meno quello che accade all’Argentina di Messi oggi.

Stavolta però, dietro il silenzio stampa dell’Argentina annunciato da Messi/Zoff, non ci sono articoli di giornali di mezzo, ma soprattutto un paio di tweet del giornalista Gabriel Anello, conduttore del programma radio Super Mitre Deportivo. Il quale alla vigilia della partita ha scritto: ” Lavezzi non sarà nemmeno in panchina a causa della canna che si è fumato stanotte? E’ una domanda… solo una domanda”. Chissà dove avrà visto tutto ciò, o come lo sia venuto a sapere: un mistero. Che comunque basta e avanza. Stavolta è stato un “porro” di marijuana a scatenare il caos. E anzi il perfido Anello ha aggiunto pure un secondo tweet, descrivendo come il Pocho si sia fatto pure un secondo “porro”.

Ezequiel Lavezzi che dopo Napoli e Psg da febbraio
scorso gioca in Cina nell’Hebei China Fortune che lo paga una quindicina di milioni all’anno, ha replicato subito via twitter una denuncia legale. Ma la reazione non si è fermata qui, tutta l’Argentina riunita nello spogliatoio è passata, dopo giorni di critiche e schiaffi, al contrattacco. Prima i tre gol alla Colombia poi l’annuncio di Messi/Zoff: “No hablamos mas con la prensa!” Silenzio stampa. Si preannuncia addirittura un titolo mondiale…

La Repubblica