L’auto spinge la produzione industriale: +2,7%. Renzi: “Italia ha svoltato”

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La corsa dell’auto spinge la produzione industriale italiana che a luglio cresce dell’1,1% rispetto a giugno (quando era calata) e soprattutto del 2,7% sullo stesso periodo dello scorso anno: i dati congiunturali rilevati dall’Istat mostrano tutti i principali settori produttivi in miglioramento. Nella media dei primi sette mesi la produzione è cresciuta dello 0,7%. Come detto, parte del merito è dovuto alla produzione di auto che continua a segnare aumenti a due cifre: a luglio il comparto è cresciuto del 44,9% rispetto al 2014 portando il dato dei primi sette mesi dell’anno a +44,2%. Per il premier Renzi, intervistato dal Tg1, l’Italia “ha svoltato”. “Ci sarà un aumento delle stime sulla crescita, ma la cosa più importante è che gli italiani finalmente possono avere delle certezze .Vorrei dare un messaggio di grande tranquillità: dopo tanti anni non siamo più il problema dell’Europa, la nostra economia vede il segno più. Naturalmente – ha aggiunto – c’è ancora molto da fare, ma finalmente l’italia si è rimessa in moto”. Più cauto il giudizio del presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi: “Speriamo che il dato odierno si confermi nei prossimi mesi. Comunque è sicuramente positivo. In effetti c’è un clima nuovo ma parlare di ripresa è ancora un po’ arrischiato”.

A sostenere il risultato c’è anche il comparto dell’energia che ha segnato a luglio +7,1% su mese e +10,7% su anno per i consumi dovuti alle alte temperature; positivi anche i beni di consumo con +1% e +1,8% (in particolare i durevoli con +5,7% e +4,3%). In termini tendenziali solo i beni intermedi segnano una variazione negativa (-1,3%).

Per quanto riguarda i settori di attività economica, a luglio 2015, i comparti che presentano la maggiore crescita tendenziale sono quelli della fabbricazione di mezzi di trasporto (+20,1%), della fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria (+12,0%) e della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (+11,7%). Le diminuzioni maggiori si registrano nei settori dell’attività estrattiva (-5,0%), della metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (-2,4%) e della fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (-0,8%).

La Repubblica