L’ariete firma due gol Roma tenuta a distanza nella corsa­-scudetto

Juventus vs Udinese - Serie A Tim 2013/2014

Due rintocchi del campanile juventino an­ nunciano che la rimonta per la Roma deve resta­ re materia dei sogni e non della speranza. Due rintocchi del campanile juventino ci dicono che la Juve magari ha meno rabbia, meno ritmo e certo non la condizione dei tempi migliori, ma non fallisce gli appuntamenti importanti. Può sembrare esagerato definire così questa sfida, data la consistenza del Livorno, l’avversario che non c’era nel senso che la testa era già proiettata verso il futuro immediato chiamato Chievo. Però è indubbio che c’era un po’ di pressione psicologi­ ca sulla banda Conte. I rivali scudetto da tempo non erano così vicini. La Juve li ha rispediti a ­8 e così si può permettere persino un paio di passi falsi sul cammino scudetto. E pensare serena al Lione. Il campanile Juve, alias Fernando Javier Llorente Torres da Pamplona, scandisce i rintoc­ chi con un gol di ottima fattura (girata in area e sassata all’incrocio dei pali) e un altro patrimo­ nio del suo Dna: una zuccata non irresistibile che Bardi non trattiene. Siamo a 15 reti stagionali.
Ma non segnava in campionato dal 2 marzo, a San Siro contro il Milan. Da allora eccetto Tevez nessun altro attaccante bianconero ci ha messo la firma in campionato. Come dire, quando Carlitos si riposa (solo in fatto di gol, eh) beh, ci sono io.
A dir la verità, non sembrava Breve resistenza  la sua partita. Lo spagnolo all’inizio è sembrato lento, quasi impacciato sugli inviti dei compagni.
Merito anche del Livorno, sbarcato allo Stadium con una filosofia precisa: difesa a 5 (con la stra­ nezza dell’esterno Castellini nel trio centrale e Ceccherini a destra), chiusura degli spazi e delle fasce, Siligardi a pressare in prima battuta Pirlo (ma non ha funzionato) e Emeghara per sfrutta­ re gli eventuali contropiede. E difatti dopo due minuti il nigeriano ha mandato un messaggio a Buffon. Falso allarme. Il Livorno non s’è più visto dalle parti del portierone nazionale. Per una ven­ tina di minuti ha opposto una buona resistenza.
Un tempo troppo breve. La miglior Juve che Con­ te ha voluto (fuori solo Vidal, squalificato) pro­ prio per non fallire il «match point» se l’è presa comoda, cercando con calma i varchi dove entra­ re. Il primo l’ha trovato Pogba che ha servito una palla d’oro per il sinistro di Chiellini che ha man­ dato il pallone con clamore in curva. Tevez, al solito, era quello che si dava più da fare. E alla mezzora ha pescato Llorente in area che ha aper­ to la partita e chiuso gli ardori del Livorno. Dopo 3 minuti lo spagnolo raddoppiava e faceva calare il sipario.
Il senso del secondo round sta Verso  il  futuro  tutto nella decisione di Gervasoni di fischiare la fine della sfida invece che il rigore netto di Valen­ tini ai danni di Marchisio. Perché non c’è stata più gara. Di Carlo già con la formazione aveva denunciato l’intento di provare il colpaccio senza sprecare energie vitali per la sfida­salvezza col Chievo. In panchina Paulinho e Greco. Dopo il doppio svantaggio ha pensato bene di far riposa­ re anche Ceccherini, Emeghara e Biagianti. E la partita è diventata un’amichevole. Dare un’oc­ chiata alla casella degli ammoniti, please. Solo Duncan è sembrato non arrendersi e una sua sas­ sata ha fatto fare bella figura a Buffon. Tutto qui.
Il resto è Juve, al piccolo trotto. Anche Conte si è adeguato: ha tolto le punte e poi Pogba, che avranno più fiato per l’Europa League. Ma anche gli altri non ne hanno sprecato molto. Probabile che un allenamento di Conte sia molto più fatico­ so. Buon per la Juve: risparmiare energie in que­ sta fase della stagione è più che utile.
Per quel poco che può va­ Sale il centrocampo lere in fatto di indicazioni una partita come que­ sta, sembra che il centrocampo della Juve stia ri­ crescendo. In primis Pogba: più reattivo, concre­ to e con i piedi nuovamente di velluto. L’azione in area con assist finale a Chiellini è stata stupenda.
E poi c’è Marchisio che sta ritrovando la «gamba» dei tempi migliori. Interessante lo scambio di ruoli che ogni tanto avviene con Pirlo, per per­ mettere all’ex milanista di partire dalla fascia e accentrarsi per il tiro. Una soluzione in più. Infi­ ne Asamoah e Lichtsteiner sono tornati a volare sulle fasce. Ripetiamo, l’esame Livorno non fa molto testo. Ma ne arriva subito un altro più tosto per confermare le impressioni.

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