Lampo Keita, la Lazio sogna

LAZIO SAMPDORIA

Cuore, sofferenza e anche un pizzico di fortuna. Nella notte attesa da otto anni la Lazio scaccia i fantasmi di un precampionato da incubo e porta a casa una vittoria fondamentale nell’andata del playoff per l’accesso in Champions League. Un successo di misura, 1-0 sull’ostico Bayer Leverkusen, firmato dal protagonista meno atteso, Balde Diao Keita, che solo dieci giorni fa aveva chiesto la cessione dopo la delusione in Supercoppa e ora diventa fondamentale anche in ottica del ritorno in programma mercoledì prossimo a Leverkusen, una partita da 30 milioni di euro.

MERCATO BOCCIATO

La prima notizia della serata arriva dalle scelte di Pioli. Scontato il 4-3-3 che ha fatto la fortuna della Lazio la scorsa stagione, a centrocampo il tecnico emiliano lascia fuori a sorpresa Cataldi e il nuovo arrivato Milinkovic-Savic per schierare Onazi. Una scelta originale, perché nella passata stagione il nigeriano aveva trovato pochissimo spazio e in estate, oltre al giovane serbo, la Lazio ha tesserato un altro centrocampista, il talentuoso Morrison, finito addirittura in tribuna insieme ad altri due nuovi acquisti, i giovani Hoedt e Patric. Come dire: mercato bocciato, almeno per ora.

ENTUSIASMO E TENSIONE

Osservando i volti dei giocatori biancocelesti nel tunnel che conduce al rettangolo verde dell’Olimpico, l’impressione è chiara: all’entusiasmo dei 40mila tifosi biancocelesti accorsi all’Olimpico in una tiepida fa da contraltare una comprensibile tensione. Basta però una fiammata sulla sinistra, conclusa al 6’ da un tiro di Lulic, per scuotere gli uomini di Pioli. Da lì comincia una partita allo specchio, tra un Bayer attento più a non prenderle che a darle e una Lazio troppo imprecisa nella costruzione della manovra e dunque più che mai dipendente dalle accelerazioni di Candreva e Anderson. Quanto accade in sessanta secondi, intorno al 26’, è la perfetta fotografia di un primo tempo equilibrato: da una parte l’ottimo Bender, colpisce il palo con un gran tiro da venti metri, dall’altra Klose vanifica un perfetto assist del numero 10 brasiliano allargandosi troppo e colpendo il legno.

RIPRESA DA INFARTO

Il brivido procurato al 45’ da Calhanoglu – un tentativo da metà campo che sfiora il palo con il disattento Berisha a rincorrere goffamente il pallone – è il preludio a una ripresa ben diversa. Pioli cambia inserendo subito Keita per Klose e poco dopo Milinkovic per Onazi, ma è il Bayer ad alzare il ritmo grazie anche all’ingresso del vivace Mehmedi per lo spento Son. Per fortuna della Lazio gli attaccanti del Bayer pasticciano in area e Kiessling sembra per pochi centimetri in fuorigioco quando segna il vantaggio, gol annullato con incertezza dal guardalinee Klasenius. Al resto ci pensa Keita, compici i due disastrosi centrali di riserva del club tedesco: lo spagnolo prima fallisce due grandi occasioni, poi però mette il turbo, brucia Tah in velocità e batte il bravo Leno con un gran diagonale. L’Olimpico esplode, la Lazio porta a casa una vittoria fondamentale anche se tra sette giorni in Germania bisognerà ancora soffrire: per riassaporare la Champions otto anni dopo l’ultima volta basterà (si fa per dire) una sconfitta con un solo gol di scarto, a patto però di segnare almeno una rete.

IL TEMPO