L’allarme di Alfano «Pronti a sbarcare 600mila immigrati

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PALERMO «Secondo le nostre informazioni, in Nordafrica ci sono tra 300 e 600 mila persone in attesa di transitare nel Mediterraneo». L’allarme lo lancia il ministro dell’Interno, Angelino Alfano. Nei primi tre mesi dell’anno, si sono già registrati 11mila sbarchi in Italia, sette volte più che nel 2013.
L’OPERAZIONE
E la Lega attacca: dopo il via libera di ieri all’abolizione del reato di clandestinità «arriveranno in Italia flotte di barconi». «Non è – sottolinea Alfano – una questione solo italiana. Ci batteremo perché questa frontiera venga difesa. C’è lo strumento, si chiama Frontex, e va potenziato. Se non si difende la frontiera non si risolve il problema degli sbarchi».
Il ministro in questi giorni ha anche sottolineato il grande sforzo economico sostenuto dall’Italia con l’operazione Mare Nostrum, coordinata dalla Marina Militare: «Spendiamo 300mila euro al giorno per i soccorsi». E, con l’arrivo della bella stagione, le traversate del Mediterraneo sono destinate ad intensificarsi, viste anche le condizioni di grande instabilità dei Paesi di provenienza dei barconi, Libia in primis. Gli arrivi complessivamente registrati nel 2013 – 43mila – potrebbero così essere ampiamente superati. E la polemica politica infuria, dopo il voto di mercoledì alla Camera che ha cassato il reato di clandestinità. «Si tratta – secondo il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni – di una sciocchezza perché il segnale che si dà all’altra sponda del Mediterraneo è: «Venite pure in Italia, e non sarete mai espulsi».
LE TASSE
Rincara la dose il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini: «boom di sbarchi in Italia. La geniale e costosa (10 milioni al mese) operazione Mare Nostrum – nota – ha già portato 13.000 clandestini sulle nostre coste. Ma i soldi delle tasse degli italiani, non dovrebbero essere usati per difendere gli italiani? La sinistra odia le regole e le persone perbene». Critico verso il ministro dell’Interno il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri. «Abbiamo accolto – ricorda – milioni di stranieri con grande solidarietà. Ma siamo al limite. L’immigrazione clandestina va contenuta e contrastata. Berlusconi fece una politica giusta in tal senso. Anche il ministro Alfano dovrebbe ricordarlo». Da sinistra attacca anche Sel.
IL CARDINALE
«Alfano – osserva il coordinatore nazionale Nicola Fratoianni – come Maroni. Siamo di nuovo all’allarme dell’invasione biblica. Invece di fare campagna elettorale sul dramma dell’immigrazione dovrebbe fare il suo mestiere di ministro dell’interno. Dovrebbe cambiare e ampliare il sistema dell’accoglienza e dell’asilo e smettere con gli allarmi preventivi. È improcrastinabile cancellare la Bossi-Fini e riscrivere la politica sull’immigrazione».
Da parte sua, il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, sostiene che il reato di clandestinità «non risolve problemi umani gravissimi» e che l’immigrazione «è una questione che l’Europa deve affrontare in termini globali e comunitari».

IL MESSAGGERO