“La tecnologia e il suo zampino…in Boeing Boeing”

PIERFRANCESCO PINGITORE CON GRAZIELLA PERA1

Uno spettacolo dal sapore retrò che tanto piace agli italiani di oggi.

“Boeing Boeing”, in scena in questi giorni al Teatro Quirino, è una vera e propria “pochade” .

Feydau, in questo caso non c’entra, ma è Marc Camoletti, l’autore di questa vaudeville ambientata negli anni  “60”, a dare dei ritmi scatenati che devono essere serviti ad attori con capacità funamboliche.

Allestimento scenico originale prodotto da Sonia Friedman LTD e vincitore del TONY AWARD 2008 come miglior revival anni ’60, nel “65” rimase sui palcoscenici londinesi per ben sette anni, tanto che la Paramount ne fece un film con Tony Curtis e Jerry Lewis.

“Boeing Boeing” è tornata sui palcoscenici londinesi dal 2007 al 2009, con un restyling anni ‘60 ad opera di uno dei più rappresentativi e giovani registi europei: Matthew Warchus che ne ha curato uno spassosissimo revival adattando scene e costumi a quegli anni.

Il risultato è stato sorprendente: pubblico e critica hanno decretato il successo di questa commedia che, nonostante l’età, dimostra ancora di avere le gambe per camminare a lungo. Nel 2007 è stata nominata agli Oliver Awards come miglior revival e miglior attore, vincendo il Drama Desk.

La stessa produzione ha poi portato lo spettacolo a Broadway nel 2008, dove ha riscosso un altro enorme successo vincendo, anche qui, il Tony Award come miglior revival e ancora Mark Rylance come miglior attore protagonista.

L’ultima grande produzione  è stata allestita nel 1966 da Lucio Ardenzi, con gli allora giovani Carlo Giuffré, Vittorio Sanipoli, Marina Bonfigli e Valeria Fabrizi. Lo spettacolo ebbe un grande successo per tre stagioni consecutive.

Questa volta, a distanza di quarant’anni, l’Associazione Culturale Artù di Gianluca Ramazzotti in coproduzione con Ente Teatro Cronaca diretta da Mico Galdieri, ha deciso di riproporre lo spettacolo nella stessa edizione trionfatrice a Londra e Broadway, in accordo con la Sonia Friedman Ltd.
In questa edizione a vestire i panni di Bernard e Robert in “Boeing Boeing” sono Gianluca Guidi e Gianluca Ramazzotti, molto efficaci nel ricoprire i panni di personaggi presi dal furore del quotidiano.

Bernard (interpretato da Guidi) è un architetto francese che ha tre storie in contemporanea con delle hostess di linea: una americana (Barbara Snellenburg), una tedesca (Sonja Bader) e una spagnola (Marjo Berasategui ).

Affidandosi ad un calendario romantico particolarmente attento agli atterraggi e alle partenze, il nostro Bernard accontenta in egual misura le tre donne, con l’aiuto della governante Berta ( una strepitosa Ariella Reggio) che ad ogni arrivo dell’hostess di turno organizza la casa a seconda dei gusti di ognuna,  illudendole di essere le uniche fidanzate della casa.

Ma la tecnologia avanza e gli aerei diventano sempre più veloci, cambiando gli orari e, quindi, gli appuntamenti di Bernard.

A cercare di mettere ordine in una quotidianità scombussolata dagli aerei Jet boing più veloci, arriva l’amico italiano Robert (Gianluca Ramazzotti), in visita a Bernard, che scoprirà di essere oltre che uno stratega capace di rimediare all’irruzione improvvisa delle assistenti di linea, con trovate mirabolanti, un seduttore della parola  dal bacio facile.

La pièce ha quarant’anni ma non li dimostra, il suo segreto è la vivacità, tra entrate e uscite di scena dei caratteri in palcoscenico.  Una trasposizione teatrale efficace che mantiene inalterata la gioiosità e l’ingenuità di anni che rimpiangiamo vivamente , spossati dalla crisi e dalla mancanza dei valori.

La pièce è infatti una ventata di buonumore e di costante bravura attoriale elargita in egual misura da un gruppo di interpreti che non perdono un colpo.

La versione italiana e di Luca Barcellona e Francis Evan, con la regia di Mark Schneider. Si replica fino al 13 aprile.
Applauditissimo da Pier Francesco Pingitore che era in platea la sera della “prima”  in compagnia  della costumista Graziella Pera.

Paola Aspri