La “super-giunta” scuote il Campidoglio: bagarre su ipotesi rimpasto

Piazza_del_Campidoglio

L’idea di una super-giunta composta da parlamentari a supporto dell’azione Ignazio Marino scuote il Campidoglio. L’ipotesi però è stata già corretta e rivista dagli stessi interessati Ignazio Marino e Matteo Orfini che ieri si sono incontrati per trovare una quadra sul rimpasto. All’orizzonte, dopo il ‘responso’ del ministro Angelino Alfano sulla sopravvivenza del Comune, ci sarebbe un corposo cambio nell’esecutivo comunale.

Che però, nemmeno annunciato, già ha suscitato polemiche nella maggioranza capitolina. Dal Partito Democratico sarebbe arrivata la richiesta di cambiare la figura del vicesindaco (ruolo ora ricoperto da Luigi Nieri, esponente di Sel) con una figura del Pd. Il refrain non è affatto nuovo, ma da Sinistra Ecologia e Libertà sottolineano che in questo caso sono pronti ad aprire la crisi.

E il capogruppo Gianluca Peciola ha avvertito: «La fase due deve concretizzarsi nella fine delle ingerenze politiche destabilizzanti del Pd nazionale su Roma». Sull’ipotesi di parlamentari che entrino in giunta restando parlamentari in deroga, non trapela entusiasmo nemmeno nel Pd capitolino: «Mi sembrano ragionamenti prematuri», il commento del capogruppo Fabrizio Panecaldo. Che ha rimandato la palla direttamente al primo cittadino: «Deve dirci come vuole interpretare la fase due. Deve valutare il sindaco, che ha ben chiaro – dopo due anni – se vi sono innesti da fare e cose da cambiare».

«Se qualcuno si illude che cambiando qualche assessore l’amministrazione comunale di Roma possa riprendere efficienza si illude», la posizione del deputato Roberto Morassut. Da parte sua, Orfini ha smentito su twitter: con Marino ieri «abbiamo parlato di progetti per Roma. Non di rimpasti. Con buona pace dei retroscena pubblicati oggi». Identica la linea del Campidoglio: «Tutte le voci e i retroscena usciti sui giornali di oggi a proposito di rimpasti o fantasiosi totonomi sono del tutto privi di ogni fondamento».

Dopo le conclusioni di Alfano su Mafia Capitale, la strategia di Marino a quanto si apprende è questa: incontrare tutti insieme e poi uno per uno i suoi assessori chiedendo di «triplicare gli sforzi» e, dopo la fase del risanamento, avviare quella delle risposte concrete ai cittadini in termini di strade riparate, trasporti pubblici funzionanti e pulizia della città: chi se la sentirà dentro, chi no fuori.

Nell’immediato, dunque, più che in un rimpasto politico la fase due sembra sostanziarsi, dunque, nello sprint su un ‘rimpasto amministrativo’ con l’innesto di nuove figure dirigenziali. Dopo le dimissioni del segretario generale di Roma Capitale, Liborio Iudicello, per sostituirlo sul tavolo di Marino c’è il nome di Serafina Buarnè, attuale responsabile dell’anti-corruzione del Comune.

Oltre a lei, nella rosa di nomi compaiono anche l’attuale segretario generale del Comune di Fiumicino Stefania Dota e il vicesegretario generale del Campidoglio Luigi Maggio. La scelta passerà in ogni caso per un avviso pubblico. In Campidoglio, intanto, è già arrivato un nuovo collaboratore, sul welfare. Il sindaco ha firmato l’ordinanza che incarica il ventiquattrenne Matteo Zocchi a svolgere questo compito, a titolo gratuito, per un anno.

IL MESSAGGERO