La smentita di Mattarella ai 5 Stelle

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Il MoVimento Cinque stelle, furibondo per l’appoggio di Verdini al governo Renzi, si rivolge al primo garante della Costituzione per denunciare il fatto e il garante, il presidente Mattarella, risponde che quello che sta facendo Verdini è perfettamente nelle regole. Dell’incontro tra il presidente della Repubblica e i capigruppo di Camera e Senato dei Cinque stelle, Michele Dell’Orco e Nunzia Catalfo, si è detto di tutto e di più, tanto che il Quirinale si è sentito nell’obbligo di diffondere le parole testuali di Mattarella: «Voi mi dite che alla maggioranza di governo si è aggiunto un gruppo che non ne faceva parte. Il mio parametro di comportamento è la Costituzione. Se ravvisassi motivi per intervenire secondo la Costituzione, lo farei. Non li ho ravvisati».

Né più e né meno. Su questo il MoVimento ha costruito ipotesi e congetture che appartengono più alla fantascienza che alla politica, definendo Verdini «impresentabile» e inducendo il Colle a a ben due precisazioni. Al termine dell’incontro al Quirinale, durato quasi un’ora, ieri, i Cinque stelle hanno raccontato che «anche Mattarella ha riconosciuto che la maggioranza si è allargata con l’appoggio ufficiale di Verdini» e «ha detto che se la maggioranza, che ora è aggiuntiva, diventerà sostitutiva, interverrà in qualche modo». Dopo le parole dette ai giornalisti segue una nota di auto-correzione: il capo dello Stato ha detto che «relativamente alla composizione della maggioranza di governo, interverrà solo nei casi previsti dalla Costituzione». Poche idee e ben confuse che portano inevitabilmente alla prima puntualizzazione dal Colle con le parole testuali del Capo dello Stato. Ma non finisce qui: i due 5 Stelle, non soddisfatti del loro pasticcio che ha costretto l’Ufficio Stampa del Quirinale a un lavoro extra, scrivono poi un lungo resoconto dell’incontro sul blog di Beppe Grillo. Nelle ultime due righe: «Siamo soddisfatti che per il sommo garante dell’ordine costituzionale le mozioni di sfiducia siano sacrosante».

E arriva la seconda puntualizzazione del Colle: Mattarella ha definito la presentazione di mozioni di sfiducia al governo: «Un legittimo diritto dell’opposizione» e non «sacrosante». Ma si sa, siamo in Italia e finisce tutto a tarallucci e vino. I 5 Stelle ringraziano il presidente «che ci ha riconosciuto di essere uno dei gruppi che lavorano di più in commissione e in aula». Tutti contenti? Non proprio: Manuela Repetti, senatrice e portavoce di Ala protesta: «Gravi e intollerabili le parole della senatrice Catalfo e del movimento Cinque stelle, che rivolge ai parlamentari di Ala accuse infondate e insulti inaccettabili». E poi ringrazia Mattarella che ha messo tutti al loro posto.

Il Tempo