La Signora ce la farà Ma la tirannia è finita

Juventus scudetto

Più facile che la Juve conquisti lo scudetto oltre i 100 punti, vincendo tutte le ultime 7 partite, piuttosto che la Roma recuperi 11 punti alla capolista in 8 gare. È vero che la storia del calcio, tra un Maracanazo e un Roma-Lecce, tra un’acquazzone a Perugia e un 5 maggio all’Olimpico, ci ha insegnato a non sottovalutare l’imponderabile, ed è pure vero che la Juve stanca ha mandato inconfutabili segnali di frenata: interrotta una striscia di 22 risultati utili e di 43 partite con almeno un gol segnato; una sola rete di scarto nelle ultime 4 vittorie; calo atletico e di gioco.

Stadium amico Ma è anche vero che una squadra che ne ha vinte 15 su 15 allo Juventus Stadium difficilmente farà sconti alle pericolanti Livorno, Bologna, Cagliari e all’Atalanta già serena. Improbabile anche immaginare una caduta della Signora col Sassuolo. Ammettiamo pure che la Juve non faccia punti nelle trasferte contro Udinese e Roma: Conte chiuderebbe a quota 96. Garcia, vincendole tutte 8, arriverebbe al massimo a 94. Esageriamo: oltre alle due sconfitte, ipotizziamo un pareggio con l’Atalanta. Conte e Garcia arriverebbero pari, a 94 punti, ma la Roma nello scontro diretto dell’Olimpico, dovrà aver superato il 3-0 dei bianconeri allo Stadium. Senza contare che il calendario dei giallorossi è molto più ostico, con una trasferta in più e pratiche a Cagliari e Firenze non facili da sbrigare. Complicato anche quello del Napoli, che nei prossimi quattro turni ha tre trasferte spinose (Parma, Udinese, Inter) e l’impatto casalingo con la rilanciata Lazio. Difficile l’assalto al secondo posto della Roma. Insomma, la sensazione forte è che l’ordine attuale al vertice non verrà scomposto. Tevez e lo Stadium dovrebbero bastare per il titolo. Non cambierà nulla, ma le ultime giornate stanno alimentando un’altra sensazione, altrettanto forte: nel prossimo campionato potrebbe cambiare molto.

Tiranno Conte Il dominio tirannico della Juventus potrebbe essere finito. Non vuol dire che la Signora non sia in grado di allineare un quarto scudetto, ma difficilmente potrà permettersi i vantaggi abissali di questo triennio. La crescita costante di Roma e Napoli promettono una corsa scudetto molto più equilibrata ed appassionante. Litigheranno con la Juve per il titolo, come ai bei tempi. La Roma ha maturato una solida identità di gioco: da De Rossi che arretra come la corda di un arco alle corse larghe di Florenzi e Gervinho. Ha sviluppato una compattezza, tradotta nella miglior difesa del campionato, che le ha permesso di attutire assenze importanti, come quella di Strootman. Nel prossimo campionato, Garcia avrà i gol di Destro fin dall’inizio e rifiniture dal mercato. La Roma è tagliata per le corse a tappe, ha la forza e la disponibilità al sacrificio ripetuto che richiede la lunga marcia dello scudetto.

Napoli cresce Il Napoli invece è ciclista da corse in linea. Si accende preferibilmente in certe notti di gala. Però, sotto la cura sapiente di Benitez, si sta allenando per vincere un giro. I progressi si vedono. Crescono equilibrio e affidabilità difensiva. Il lavoro di Rafa era molto più duro di quello di Garcia che ha avuto in Luis Enrique e Zeman due coltivatori di calcio offensivo, anche se maldestri. Benitez invece ha dovuto sradicare le vecchie abitudini e costruire da zero. La Juventus ha certificato lo stato di avanzamento dei lavori: abituato da anni ad aspettare i bianconeri per colpirli in contropiede, domenica il Napoli li ha aggrediti subito e demoliti. I prossimi acquisti e il tempo potranno solo migliorare una squadra che ha ampi margini di crescita. La Juve di Conte non ne ha più, infatti sta meditando una svolta tattica (4-2-3-1, 4-3-3) per ripartite con l’allegria di una nuova idea. Serviranno nuovi attori e un periodo di collaudo. Il vantaggio di un gioco rodato, che anche quest’anno è stato la forza di Conte, potrebbe diventare un fattore della concorrenza. Per questo scudetto i giochi sembrano chiusi. Per il prossimo si annunciano spalancati. Il campionato che sfuma sta già raccontando quanto sarà bello quello che verrà.

La Gazzetta dello Sport