La sfida di Renzi alla Troika, “sulle riforme decido io”

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Una settimana di lavoro a capofitto, sui dossier economici, per dimostrare che il governo le riforme le fa non perche’ le chiede l’Europa ma perche’ ci crede e anche per dimostrare che non c’e’ nessuna ‘tutela’ da parte della Troika sull’Italia. “Sono d’accordo con Draghi quando dice che l’Italia ha bisogno di riforme, ma come farle lo decido io, non la Troika, ne’ la Bce, ne’ la Commissione Europea” afferma Renzi, in una intervista al ‘Financial Times’, che lo stesso quotidiano definisce “pugnace”. Dopo giorni di critiche, incassato l’uno-due di Alitalia e riforma del Senato, il premier parte all’attacco e reagisce al doppio colpo giunto dai dati Istat sul Pil e dalle parole del governatore della Bce con un vivace scatto d’orgoglio: “faro’ io le riforme perche’ l’Italia non ha bisogno di qualcun altro che ci spieghi cosa fare”. Sui conti Renzi assicura i mercati che non ci saranno sforamenti: “Non ho assolutamente alcuna intenzione di sfondare il tetto del 3%. Noi pensiamo di migliorare la crescita nel secondo semestre e il risultato sara’ il 2,9%. Non supereremo il 3% perche’ e’ una questione di credibilita’ e di reputazione per l’Italia, anche se altri dovessero superare quella soglia”.

Ma l’obiettivo che si da’ il premier e’ ambizioso ed e’ un guanto di sfida alle accuse giunte in questi giorni: “porteremo l’Italia fuori dalla crisi: l’Italia ha un grande futuro, le finanze italiane sono sotto controllo e continueremo a ridurre le tasse. Faremo cose rivoluzionarie”. Con una battuta, il premier fa notare che nemmeno nelle dittature si fanno le riforme cosi’ velocemente e lo stesso Ft definisce una pietra miliare quella del Senato. Per non perdere il passo la prossima settimana, Renzi sara’ a Roma, concentrato sul dl SbloccaItalia e sulla spending review, che dovranno essere pronti per fine mese. Poi il 13 andra’ a Milano per un blitz nei cantieri dell’Expo, e poi il 14, a Palermo, Napoli e Reggio Calabria con al centro il tema dell’uso dei fondi europei, senza dimenticare i dossier Bagnoli, Finmeccanica, tribunali, scuole e cantieri idrici. E l’intenzione e’ di sottrarsi all’abbraccio soffocante di Bruxelles e Francoforte. Per questo il premier ha deciso di correre, perche’, come ha spiegato agli scout riuniti a San Rossore stamane, “se qualcuno afferma che la parola d’ordine e’ paura o timore, si sappia che la parola d’ordine e’ coraggio”.

E anche perche’ Renzi, che ha gia’ avviato “il conto alla rovescia” per la sua autorottamazione, sa che essa sara’ tanto piu’ rapida quanto meno saranno risolti i problemi del Paese.
Il voto anticipato resta sullo sfondo nelle chiacchiere di Transatlantico, soprattutto ora che il voto del Senato ha reso plastica la fragilita’ della maggioranza soprattutto per la presenza di dissidenti nel Pd. Ma Renzi smentisce seccamente: “personalmente mi converrebbe” pero’ la battaglia da vincere non e’ quella dei renziani “e’ quella del Paese”.

AGI