La sanatoria è finita riparte la carica delle cartelle Equitalia

EQUITALIA 4

I tempi del fisco che ringhia sono finiti, ma anche per la “nuova” Equitalia, quella ammorbidita dalla mini-riforma varata nel 2013, è arrivata l’ora di battere cassa. Dal 15 giugno, il giorno in cui è scaduta la sanatoria che ha permesso a 145 mila italiani di saldare i conti senza interessi e ha fruttato 725 milioni di euro, è ricominciata l’attività di riscossione che, secondo la stessa Equitalia, interesserà «una rilevante platea di contribuenti».

Traduzione: da qui alla fine dell’anno dovrebbero partire centinaia di migliaia di avvisi e solleciti affinché chi non ha pagato si metta in regola. Solo più avanti sarà il momento di mostrare i denti: fermi, ipoteche, pignoramenti.

Per risolvere dubbi e problemi il gruppo, che invia una media di 15 milioni di cartelle l’anno, sta intensificando in tutta Italia il servizio “sportello amico”, cui si affianca ora anche un programma dedicato alle imprese. Un lavoro che peraltro si potrebbe incrementare se prenderà forma l’idea della “casa del contribuente”, il progetto che il governo sta valutando per trasformare l’organizzazione che, a quanto si apprende, potrebbe essere dotata di una banca dati per tutelare i cittadini dalle “cartelle pazze” inviate dagli enti locali. Equitalia entrerebbe in campo anche nella delicata partita che riguarda i crediti della pubblica amministrazione. La riforma, in attuazione della delega fiscale, dovrebbe concretizzarsi a settembre ma non è escluso che il dossier possa essere anticipato.

Per ora, si accelera sulla riscossione, che prevede diverse forme di rateazione per tutelare i contribuenti in difficoltà. Per i debiti fino a 50 mila euro, spiega Equitalia, è sufficiente una domanda ed è possibile discutere un piano di pagamenti dilazionati fino a dieci anni, prorogare una rateizzazione già in corso o chiederne una successiva in caso di nuove pendenze. Entro il 31 luglio chi ha perso il diritto alla rateazione perché non in regola con i pagamenti al 22 giugno 2013 può chiedere di essere riammesso fino a un massimo di 72 rate.

La novità più rilevante è che le imprese che vantano crediti nei confronti dello Stato possono chiedere direttamente la sospensione della riscossione se ritengono di non dover pagare le somme richieste dagli enti. Più morbida anche l’attivazione di fermi, ipoteche e pignoramenti, preceduti da una serie di avvisi. Il blocco dei veicoli, inoltre, non può essere disposto se indispensabili per svolgere il proprio lavoro.

Dal pignoramento, dall’anno scorso, è esclusa la prima casa, mentre per gli altri immobili si può procedere solo in caso di debiti superiori ai 120mila euro. Su stipendi e pensioni, la quota pignorabile procede per gradi, e non è comunque possibile pignorare l’ultima mensilità versata sul conto, che resta nella piena disponibilità del contribuente. Molte le possibilità di pagamento: sul sito di Equitalia, negli uffici postali, agli sportelli bancari, presso tabaccai convenzionati e ricevitorie Sisal e Lottomatica.

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