La Roma fa il pieno: derby e sfottò. Lazio allo spareggio Champions

Roma  Fenerbahce

Il derby a peso d’oro finisce in gloria per una Roma smarrita e lascia alla Lazio l’ultima occasione, domenica a Napoli, per dare un senso a una stagione già ben oltre i pronostici estivi. Non c’è il biscotto dentro l’Olimpico, ma qualcosa di simile poteva nascere se solo i laziali non avessero puntato al bottino pieno: un pareggio avrebbe traghettato i biancocelesti ai preliminari di Champions League seppur senza sorpasso sui cugini, pareggio a cui Daniele De Rossi alla fine ammette di aver pensato. «A me non avrebbe fatto schifo. Loro alla vigilia ci facevano un pochino di paura: se fossero stati più attendisti – così De Rossi – anche noi, magari, avremmo aspettato di più».

«Grande bellezza»

Niente di illecito, ci mancherebbe. Soltanto parole, sincere, di un romano, e romanista, che non si nasconde dietro a frasi fatte o pensieri scontati. Lo stesso romanista che però in campo cade nella trappola degli insulti, mostrando il dito medio dopo un gol (e adesso rischia una squalifica). Il derby della Capitale, come capita spesso, dà il meglio di sé al fischio di chiusura e quando a vincere sono i giallorossi. Totti, quasi assente sul terreno di gioco, si è conquistato la scena dirigendo il dopo gara: da scenografo navigato ha raccolto in gruppo i compagni, una foto con la curva laziale sullo sfondo e l’immancabile maglietta. Il repertorio è cambiato: non più scritte per la moglie Ilary, ma sfottò diretti. «Stai sempre a parlà ora che te voi inventà… Game Over!», per la gioia del popolo romanista in estasi. Poi, di nuovo in campo con i compagni per simulare i gol sotto la curva biancoceleste. «La Roma è la Grande Bellezza», dirà il capitano alla fine.

Polemica Garcia-Pioli

Roma in Champions League e con 50 milioni di euro potenziali nelle casse, Lazio in purgatorio con la tappa di Napoli come spartiacque fra 3° e 4° posto (basta il pari). Rudi Garcia, tecnico giallorosso, si mette la sciarpa al collo davanti alle tv e, passata la grande paura, spiega cosa significhi per lui vivere il derby. «Ho stuzzicato Pioli? Sì, fa parte della strategia della vigilia», sorride. «Sono sempre stato favorevole agli allenatori stranieri da noi perché portano novità – la replica del tecnico della Lazio -. Ma qualcuno diventa peggio di noi: credo che serva più professionalità». Affondi e parate che si sarebbero ripetute in un velenoso siparietto fuori dalla sala stampa. La sensazione che rimane è quella di una stracittadina sempre più avvitata su se stessa, fra stadio blindato e veleni fra protagonisti che accendono soltanto la rabbia dentro al grande raccordo anulare. Dal punto di vista del gioco cosa resta di questo derby? Poco. La Lazio ha avuto il freno a mano tirato quando, invece, avrebbe dovuto sfruttare i timori romanisti. La Roma salva la stagione gettando sulla contesa più furore e voglia. «L’obiettivo era rigiocare la prossima Champions League. Traguardo raggiunto. E la chiesa è rimasta al centro del villaggio», dice ora Garcia. Fra i più felici, Iturbe, flop del mercato (31 milioni il suo costo) e ieri autore di un gol ingombrante.

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