La rivincita degli epurati

LAZIO PARMA

Ad agosto erano calciatori sgraditi, ora sono indispensabili. È bastato poco, novanta minuti perfetti, una vittoria fondamentale su un campo difficile, per cambiare la stagione e le prospettive di Luis Pedro Cavanda e Michael Ciani, finiti sulla lista degli esuberi in estate, rientrati a fatica nel gruppo e diventati all’improvviso decisivi per la nuova Lazio di Stefano Pioli.

Nel calcio ci vuole poco, a Roma l’altalena delle emozioni è in costante movimento: di sicuro il terzino belga non si è magicamente trasformato in Dani Alves, né il centrale francese assomiglia a Thiago Silva, ma le risposte fornite contro la Fiorentina sono incoraggianti. Cavanda, per la verità, si è preso la fascia destra già da tre partite: tornato in panchina il 25 settembre dopo le esclusioni iniziali, il belga ha assistito ai disastri del collega Konko nella sconfitta con l’Udinese e quando, pochi giorni dopo a Palermo, è stato chiamato in causa da Pioli ha risposto presente. Da lì in avanti non è più uscito dal campo, complice anche l’infortunio del titolare Basta (il serbo potrebbe saltare altre 3-4 gare), mostrando una sicurezza da tempo sconosciuta. I dissapori con la società, il sofferto rinnovo del contratto (firmato nell’estate 2013) e le difficoltà della scorsa stagione sembrano finalmente alle spalle. «A inizio settembre ero fuori dal gruppo – ha raccontato Cavanda – ora mi sto costruendo una nuova possibilità».

Stessa cosa ha fatto Ciani. Il tweet disperato postato dal francese poco dopo la chiusura del mercato estivo, con una faccina triste vicino a una pistola e una risposta desolata a un tifoso («Sono disgustato») sembra un lontano ricordo. In meno di due mesi il francese ha scalato le gerarchie in difesa favorito anche dal brutto infortunio del titolare Gentiletti, ha conquistato la fiducia di Pioli, ha dato il proprio contributo alla causa contro Palermo e Sassuolo e infine ha fermato con autorità la coppia Cuadrado-Babacar a Firenze, stravolgendo anche le strategie di mercato della società.

Sì, perché la richiesta avanzata da Pioli in estate e inevasa dalla società è ancora valida. «Voglio una rosa da 25-26 giocatori», ha più volte ripetuto il tecnico emiliano. Ora ne ha 29, compreso Tounkara diviso con la Primavera e senza contare il desaparecido Sculli. Tre eccedenze, dunque. Ma non Cavanda e Ciani, che hanno scalato le gerarchie. E così sulla lista dei possibili partenti, oltre all’emarginato Ederson, sono finiti il deludente Konko e il mai esploso Novaretti (ma solo se arriva un altro centrale e se la Fifa non squalifica Cana per i fatti relativi a Serbia-Albania), con Gonzalez (già vicino al Parma in estate) e Pereirinha in dubbio. Sperando naturalmente di trovare qualche acquirente.

IL TEMPO