La ripresa non c’è Italia in deflazione Il Pil è congelato e più disoccupati

CRISI: REDDITO DEGLI ANZIANI REGGE MEGLIO, GIOVANI PIU' TARTASSATI

ROMA La recessione che morde, la deflazione che torna a far visita all’Italia dopo 55 anni e la disoccupazione che si aggrava. E’ l’immagine di un Paese che si avvita pericolosamente su se stesso quella dipinta dall’Istat. Che oltre a fotografare un quadro che sconcerta, si spinge anche oltre pronosticando tempi ancora più duri per l’economia. La «crescita acquista» per il 2014, ovvero la variazione annua del Pil che si otterrebbe se nell’ultimi tre mesi dell’anno niente si muovesse, «è pari a meno 0,3%» annunciano gli esperti dell’ufficio di statistica aggiungendo che la fase di stagnazione del Pil proseguirà anche per il terzo trimestre del 2014. «La variazione congiunturale prevista sul trimestre precedente è pari a 0 con un intervallo di confidenza compreso tra +0,2% e -0,2%» pronostica l’Istat gelando sul nascere qualsiasi illusione di ripresa in tempi rapidi. La crescita che non c’è manda a picco anche i prezzi: ad agosto, l’indice al consumo ha segnato un calo dello 0,1% rispetto allo stesso mese dello scorso anno (era +0,1% a luglio) e una crescita dello 0,2% su luglio 2014. Per il Belpaese si tratta di un risultato che mancava dal 1959, una stagione antica nella quale però l’economia era in pieno boom e la variazione dei prezzi al ribasso durava da ben sette mesi. Dalla rilevazione Istat emerge che sono soprattutto i beni energetici a trascinare al ribasso i prezzi: sono diminuiti dell’1,2% rispetto al 2013 (dal +0,4% di luglio), con la benzina in calo dello 0,9% e il gasolio dell’1,7% e scontano la crescita che si era registrata nel 2013, che in qualche modo condiziona il confronto.
IL CARRELLO DELLA SPESA
Al netto dei beni energetici, infatti, l’inflazione salirebbe allo 0,4%. Anche il cosiddetto “carrello della spesa”, vale a dire il cesto dei beni di largo consumo composto da alimentari, prodotti per la cura della casa e della persona, vede una flessione tendenziale dello 0,2%, “meno ampia del -0,6% di luglio”. Nelle tabelle Istat si legge che su dodici “divisioni di spesa”, dagli alimentari ai servizi ricreativi, ce ne sono tre in deflazione tra agosto 2014 e 2013. I prezzi infatti scendono, su base annua, per alimentare (-0,5%), comunicazioni(-9,1%) e abitazione, acqua, elettricità e combustibili (-1,1%). È la frutta fresca, in particolare, a contribuire al processo deflattivo: crollo dei prezzi del 7,5 per cento rispetto allo scorso anno con un trend di ben cinque volte superiore al calo medio dell’inflazione dello 0,1%. «Gli acquisti di frutta sono scesi ben al di sotto del chilo al giorno per famiglia» osserva Coldiretti. Intanto la disoccupazione torna a salire e a luglio balza al 12,6%, in rialzo dello 0,3% su giugno e di mezzo punto su base annua. I disoccupati sono 3 milioni e 220mila, in aumento del 2,2% rispetto a giugno (+69mila) e del 4,6% sull’ anno (+143mila). Per il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, si tratta della «coda di una lunga crisi dalla quale il Paese sta faticosamente uscendo». Ma i numeri fanno comunque male. 
GIOVANI A SPASSO
Il tasso di disoccupazione della popolazione in una fascia di età tra 15 e 24 anni, a luglio, è pari al 42,9%, in rialzo di 2,9 punti nel confronto annuo. Secondo i dati Istat sono in cerca di un lavoro 705 mila under 25. Il peggioramento complessivo del quadro si compone con il calo dell’occupazione maschile e la stabilità di quella femminile. Il tasso di occupazione maschile, pari al 64,7%, diminuisce di 0,2 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 0,1 punti su base annua. Quello femminile, pari al 46,5%, rimane stabile in termini congiunturali mentre diminuisce di 0,1 punti rispetto a dodici mesi prima. Tra aprile e giugno, nel confronto tendenziale con il 2013, si rileva che nell’industria in senso stretto l’occupazione è ripartita, mentre è scesa nelle costruzioni e nei servizi. 

IL MESSAGGERO