La rabbia di Prandelli «Un imbarazzante divario di condizione»

Cesare Prandelli 1Questo «peso» se l’è tolto. Cesare Prandelli non aveva mai nascosto, neppure lunedì, che avrebbe fatto volentieri a meno di un’amichevole con la Spagna a tre mesi da un possibile nuovo incrocio al Mondiale: ora non gli resta che trarne le conclusioni più opportune, e già ieri sera il c.t. lo ha fatto senza nascondersi realtà scomode: «Ora come ora la differenza con la Spagna sta tutta nella condizione fisica: quasi imbarazzante, mi aspettavo qualcosa di più sotto questo punto di vista. Se non hai la forza e la brillantezza per arrivare sul pallone prima degli avversari è dura e ci arrivavano sempre prima loro. Non siamo mai riusciti a conquistare palla alta per ripartire, non abbiamo la loro corsa, dovremo lavorare molto: ecco, se vogliamo giocare a ritmi alti ci dobbiamo mettere a lavorare. Loro sono molto più forti di noi, ma quando in passato li avevamo affrontati avendo il tempo di preparare bene la partita e in buone condizioni, avevamo sempre fatto bene. Comunque il tempo per migliorare c’è, non sono preoccupato e anche stasera, pur nelle difficoltà, non abbiamo mai mollato e rimesso in equilibrio certi dati». Adesso, dice Prandelli, «arriva il momento di valutare delle cose alle quali non puoi pensare ad un Mondiale, e dovrò sbagliare poco». Come ha fatto ieri sera Paletta: «La nota migliore, davvero un ottimo esordio, ma a tratti ha fatto bene anche Cerci. Marotta ha chiuso la polemica con la Juve? Sono contento, io non avrei mai aperto nessun tipo di polemica, ma lo ringrazio».

Rinnovo Ora per Prandelli il prossimo «peso» sarà affrontare l’argomento rinnovo del contratto, la prossima settimana a Roma, visto che da lunedì a mercoledì, all’Acqua Acetosa, sarà in programma il tanto desiderato stage per il quale oggi usciranno le convocazioni: l’occasione giusta, impegni permettendo, anche per incontrare i dirigenti federali e valutare un progetto tecnico che veda Prandelli in azzurro per altri quattro anni con un ruolo più ampio rispetto a quello attuale. Ma – ha detto il c.t. ieri mattina ai microfoni di Rai Sport – «non sarà da commissario unico, come fu Bernardini: non è più quel calcio e oggi servono più persone, non una sola che comanda». Traduzione: non commissario unico, ma una sorta di super c.t.

Fastidio In mattinata, sempre a Rai Sport, il c.t. aveva chiuso il discorso su un possibile «ammorbidimento» del codice etico: «Non torno indietro: sono stanco di vedere un calcio fatto di gomitate, pugni, sputi. Non mi piace». Gli piace invece Matteo Renzi: «Sono sicuro che anche per il calcio, come per la politica, proporrà cose interessanti. Intanto, noi cerchiamo di avere il suo stesso passo veloce».