La nuova sfida di Berlusconi: «Quirinale eletto dal popolo»

BERLUSCONI

Un’offensiva politica che parta dal basso, mobiliti il popolo dei moderati e ridefinisca nei fatti il rapporto di collaborazione di Forza Italia con il Pd. Silvio Berlusconi, all’indomani dei segnali fin troppo chiari spediti dall’elettorato alle ultime Europee, battezza un nuovo fronte di lotta: quello dei referendum per le riforme istituzionali. Con un obiettivo chiaro: l’elezione diretta del capo dello Stato.
«Mercoledì presenteremo un referendum che chieda agli italiani il diritto di eleggere direttamente con il proprio voto il presidente della Repubblica», annuncia Silvio Berlusconi. Il referendum farà parte, spiega il presidente del partito, «delle nostre riforme istituzionali, da ottenere attraverso i referendum, che inizieremo a presentare da mercoledì prossimo». I tempi saranno pressoché immediati. «Al 90% il prossimo mercoledì saremo pronti per presentare un referendum per decidere direttamente di scegliere il presidente della Repubblica». Questa, secondo il Cavaliere, farà parte di una serie di riforme choc che comporranno il programma politico di Forza Italia. Una strategia d’attacco che si concentrerà molto anche sul fronte del fisco, visto che l’input di Berlusconi è quello di concentrarsi in maniera decisa sull’oppressione ai danni dei contribuenti e accendere i riflettori sulle promesse non mantenute del governo Renzi.

Silvio Berlusconi interviene telefonicamente al Teatro Mediterraneo della Mostra d’Oltremare di Napoli. Una convention pensata per riavviare la macchina del partito e preparare il rilancio, dopo la delusione del voto del 25 maggio. La platea è gremita in ogni ordine di posti. Tante bandiere, striscioni e dirigenti sono accorsi per un appuntamento che ha preso forma, non senza qualche polemica a distanza tra gli organizzatori e Raffaele Fitto. In prima fila c’è Francesca Pascale, accolta con un’ovazione e assediata dai flash dei fotografi. Quando le viene chiesto se esiste un successore di Berlusconi, la risposta è decisa: «C’è già una persona che scenderà ancora in campo dopo 20 anni e si chiama Silvio Berlusconi. Ahimè no, non esiste un successore di Berlusconi. E qualora ci fosse, dovrà competere con 20 anni di storia di Berlusconi e non sarà facile». Accanto a lei, Mara Carfagna, Giovanni Toti, Barbara Matera e Stefano Caldoro. Ci sono anche Alessandra Mussolini, Gianfranco Rotondi, Mariastella Gelmini e Michela Brambilla, oltre a Barbara Matera, Fulvio Martusciello e Aldo Patriciello. Assente Fitto che sta preparando il tour che lo porterà a battere le regioni d’Italia per una «campagna di ascolto della gente». Toti, però, evita di attizzare il fuoco. «Dispiaciuto per l’assenza di Fitto? No, sarei dispiaciuto dall’assenza di idee dalle nostre assemblee. Le persone fanno quello che credono».

I riflettori, comunque, ora sono puntati sulla necessità di ritrovare la piena sintonia con il popolo dei moderati. Berlusconi non nasconde che qualcosa non abbia funzionato nella comunicazione con il suo popolo. «Abbiamo commesso alcuni errori durante l’ultima campagna elettorale, ma ne sapremo far tesoro per mobilitare chi è rimasto a casa. Sapete bene che sono in condizioni particolari, devo stare dove vogliono loro. Questa prima manifestazione segna la nostra voglia di reagire e di andare avanti con Forza Italia capace di rinnovarsi e combattere. Siamo in pista e ripartiamo da qui dove siamo ben radicati». Un futuro in cui sarà decisivo l’impegno per rilanciare l’occupazione e per offrire risposte a quei «sessanta milioni di cittadini europei disoccupati o sotto-occupati». Con una ricetta immediata da sottoporre all’esecutivo: «Defiscalizzare gli utili reinvestiti e le nuove assunzioni di giovani, disoccupati e cassaintegrati».

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