La Lazio trionfa anche in dieci

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Ottantaquattro minuti in dieci, la Lazio. Cinque gol in tutto e due calci di rigori. Non è stata una partita noiosa, almeno per gli episodi. E alla fine ha regalato anche la vittoria, meritata per le qualità dell’avversario, ai biancocelesti. Ora in testa al girone G. Neanche il tempo di riscaldarsi dal freddo vento che spira su Roma, ed ecco la prima immagine della sfida tra Lazio e Rosenborg. Hoedt scuote il palo di testa, Mauri rintrona la traversa a chilometri zero. Sembra mettersi bene, la serata di Europa League, per gli uomini di Pioli. Basta attendere ancora qualche minuto, il secondo fotogramma. Mauricio travolge Skjelvik, ed è così lapalissiano il cartellino rosso per fallo da ultimo uomo, superficiale e assolutamente inutile a lasciare in dieci i biancocelesti già al 5′. Sembra una condanna, per risistemare il caos entra Gentiletti per Onazi. Mauri fa qualche passo indietro, dà una mano a Cataldi in mediana. La Lazio è lenta, il Rosenborg penetra troppo facilmente tra le maglie della difesa. Poi è Matri a dare la scossa, s’inserisce coi giusti tempi sul filtrante di Candreva e fredda col gol del vantaggio laziale i norvegesi. Che in questa settimana hanno voglia di festeggiare, nel weekend pronti a conquistare il 23° titolo della loro storia, stasera a prendersi una soddisfazione anche in Europa League. Il tocco di Skjelvik viene miracolosamente deviato da Berisha, Soderlund fa vibrare il palo con un’incornata. Sforzi vani, il secondo tempo dice ancora Lazio. Non per il bel gioco, ma per il bis biancoceleste firmato Felipe Anderson. Ancora Matri protagonista a servire il brasiliano, tutto nasce da Mauri che approfitta di un disimpegno sbagliato e dà il via all’azione del gol. I giochi sembrano chiusi, non è così. Il Rosenborg approfitta di un pertugio libero, Soderlund anticipa Gentiletti sul cross e sigla la sua prima rete in Europa League. Distanze accorciate, i biancocelesti in affanno, subito dopo Lulic entra per Felipe Anderson. E Milinkovic-Savic per Mauri, nonostante Candreva pare aver esaurito la benzina. Eppure è proprio lui, ora con la fascia al braccio, a mettere la parola fine alla sfida dell’Olimpico. Radu guadagna un calcio di rigore, de Lanlay lo atterra in area. Dal dischetto il romano quasi cicca il penalty, Hansen dice no ma sulla respinta non sbaglia a ribadire in rete. C’è tempo per un ultimo sussulto, Konko atterra Konradsen ed è un altro calcio di rigore. Stavolta sul dischetto c’è Soderlund, un super Berisha para il tiro del norvegese. Il tributo finale va al portiere albanese. Vetta del girone G prepotentemente biancoceleste a quota 7 punti, la vittoria del Saint-Etienne sul Dnipro (0-1) relega ucraini e francesi a 4.

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