La Lazio si è fermata a Empoli

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Tutto previsto. Il salto di qualità non arriva, anzi la Lazio esce ridimensionata ancora una volta nel momento decisivo. Perde male ad Empoli contro una squadra modesta anche se ben messa in campo, fornisce l’ennesima prova impalpabile vista spesso negli ultimi anni. Altro che mentalità vincente, Pioli si era sforzato di mettere in allarme i suoi, forse aveva notato qualche giocatore distratto dopo gli ultimi complimenti ricevuti per la bella serie positiva. Appelli caduti nel vuoto e puntuale come sempre ecco servito l’amaro calice della sconfitta che mancava dal 24 settembre. In tre minuti dal 52’ al 55’ i biancocelesti regalano due reti all’Empoli, il giovane Primavera della Roma in prestito in Toscana Simone Barba (tanto per rendere il tutto più beffardo), inutile il sesto gol stagionale di Djordjevic. Finisce male, basta poco ai padroni di casa per tornare alla vittoria dopo tre partite perse.

Squadra bocciata
La domanda era quella più logica: riuscirà la Lazio a fare punti quando non sarà brillante? La risposta dal campo di Empoli è devastante per ggli ottimisti che avevano fatto voli pindarici su ipotetici obiettivi Champions: si sbagliavano di grosso. Quando la banda di Pioli spinge e i suoi interpreti migliori sono al massimo, allora arrivano i risultati. Quando calano un po’ la concentrazione e la condizione fisica, si rischia tanto e soprattutto si ingigantiscono i limiti stutturali della rosa. Del resto, fare fronte all’assenza di tanti titolari per una partita può andare bene, alla lunga si paga dazio. E dopo l’errore di Cavanda a Verona è arrivato quello di Ciani sul primo gol dell’Empoli. Per non parlare della colossale disattenzione sul raddoppio di Maccarone col blocco su Biglia e il centravanti empolese lasciato tutto solo di battere Berisha.

Presagi negativi
I sei risultati utili avevano dato la sensazione che la Lazio avesse trovato equilibrio e continuità. Erano coincisi con l’ingresso di due giocatori chiave, Marchetti in porta e Mauri in attacco. Ebbene venerdì si è bloccato il portiere, primo scongiuro immediato. Quando poi si è fatto male il capitano sul finire del primo tempo, era tutto chiaro: il ko era dietro all’angolo. Solo coincidenze per carità ma la Lazio ha perso di nuovo senza due senatori fondamentali.

Una sosta salutare
Benedetta pausa per le nazionali. Si punterà a recuperare qualche infortunato eccellente anche se saranno due settimane in cui le cassandre suoneranno la morte del progetto biancoceleste. Che non è da Champions (non scherziamo) ma ci sono tante cose buone che non vanno buttate al mare alle prime avversità. Contro la Juventus, contro la capolista, schiacciasassi sabato 22 novembre, servirà un’altra Lazio e un Pioli più lucido nei cambi e nella gestione di una ingiustificata euforia.

IL TEMPO