La Lazio scalda i muscoli, c’è la Fiorentina

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Secondo giorno di lavoro a Formello in vista della sfida contro la Fiorentina, la Lazio si prepara all’ennesimo scontro per l’Europa. Mister Pioli recupera Marchetti, ma dovrà fare a meno di Stefano Mauri: il centrocampista brianzolo ha riportato l’infrazione del primo dito del piede sinistro, esclusa definitivamente la frattura, tra domani e domenica probabile provino sul campo per capire se potrà rientrare tra i convocati (ipotesi difficile, ci sarà con il Torino). Out anche Djordjevic, Konko, Lulic e Gentiletti (oggi pomeriggio lavoro atletico sul campo). Con i viola non cambierà il modulo tattico, si andrà avanti con il consueto 4-3-3: Basta, de Vrij, Mauricio e Radu (in ballottaggio con Braafheid) formeranno la difesa, mentre a centrocampo Onazi prenderà il posto dello squalificato Parolo. Biglia si muoverà in regia, Cataldi intermedio a destra, poche chance per Ledesma. In attacco è tutto deciso da giorni: Candreva, Klose e Felipe Anderson agiranno nel tridente offensivo, forza e qualità per staccare la Fiorentina e agguantare il Napoli.

KEITA, FELIPE E CATALDI Parlano in coro, sono amici per la pelle. Sognano un’altra vittoria, vogliono la Champions, sono giovani e ribelli. Felipe Anderson è l’uomo del momento, un campione in prospettiva: “Mi dispiace non aver segnato contro il Napoli, ho avuto l’occasione. Contro i viola è importante – ha raccontato l’ex Santos a Lazio Style Radio – dobbiamo vincere per noi, per fare il salto di qualità e per i nostri tifosi”.Gli fa eco lo spagnolo d’origini senegalesi: “Con la Fiorentina sarà difficile, loro sono molto motivati e stanno andando alla grande. Salah l’avevo visto al Chelsea, già era forte lì”. E poi la sorpresa più grande, Danilo Cataldi, talento romano e laziale da sempre: “Ci stiamo preparando alla sfida importante di lunedì. Contro i partenopei ho fatto una buona gara, forse sono un po’ calato alla distanza. Ho sperato fino all’ultimo che segnassimo il secondo gol, ma siamo tranquilli. Andremo a Napoli per prenderci la finale”. Il centrocampista sogna un gol nel derby: “Non riesco nemmeno ad immaginarlo, la Roma arriverà alla penultima, vedremo”.

KLOSE E L’ADDIO ALLA NAZIONALE E’ nella storia della Germania, è una leggenda vivente. Ha divorato record e conquistato il mondo, si è laureato campione a 36 anni, ha ancora fame di vittorie. Miro Klose non s’arrende, non ha nessuna intenzione di farlo, ha deciso di trascinare la Lazio in Europa: “Quando capirò di non giocare più a calcio mi prenderò un bel bicchiere di birra o di vino per fermarmi a pensare a quello che ho fatto – confessa il tedesco ai microfoni di “So Foot” – ma fortunatamente non sono finito, ho solo preso in considerazione l’ipotesi di non allenare quel vecchio cadavere del mio corpo con la nazionale tedesca”. Un addio doloroso, ma inevitabile, tanti anni di carriera alle spalle e un ricordo indimenticabile: “Ho iniziato al Kaiserslautern, quando ci allenavamo e i più anziani tiravano alto o fuori, io doveva andare a cercare i palloni, raccoglierli e riportarli nello spogliatoio. Oggi è tutto diverso”. Il retroscena della separazione, ha riflettuto a lungo il bomber tedesco: “Ho preso una barca per andare a pesca e sono rimasto da solo. Ho pensato al mio numero di partite giocate con la Germania, ossia 137. La somma dei singoli numeri fa 11, il mio numero di maglia. A questo punto sono andato a comunicarlo al mio allenatore. Sa che non tornerò indietro, non l’ho mai fatto”.

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