La Lazio sbatte sul muro dell’Udinese

UDINE, ITALY - JANUARY 31:  Duvan Zapata (L)  of Udinese Calcio battles for an aerial ball with Wsley Hoet of SS Lazio during the Serie A match between Udinese Calcio and SS Lazio at Dacia Arena on January 31, 2016 in Udine, Italy.  (Photo by Dino Panato/Getty Images)

Sfortuna serba, sagra dei gol annullati e nervi tesi. Ecco la fotografia di Udinese-Lazio, finita 0-0 e con un’espulsione per parte, quella di Danilo e Matri. Bisevac e Djordjevic si fanno male, Cataldi e Milinkovic-Savic saranno squalificati con il Napoli. Emergenza biancoceleste nonostante il settimo risultato utile consecutivo: per il quinto posto serve di più. Lazio che vince non si cambia, così Pioli conferma il 4-3-3 e cambia soltanto due pedine nel suo scacchiere. Lulic e Radu sono squalificati, Basta torna sulla corsia destra con Konko a slittare sull’out opposto. Quinta panchina consecutiva per Felipe Anderson, il tridente è lo stesso delle ultime quattro uscite: Candreva, Djordjevic e Keita. L’Udinese è in crisi nera, la panchina di Colantuono in bilico anche se il presidente Pozzo gli ha rinnovato la fiducia a tempo determinato. Il tecnico non cambia la squadra friulana, ancora con il 3-5-2 e Thereau con Zapata a guidare l’attacco. Sfortuna serba, la foto di Cataldi non deve aver portato troppo bene. Bastano otto minuti a Bisevac per alzare bandiera bianca. Il difensore sente un dolore al flessore della coscia destra, preferisce uscire per non peggiorare il guaio muscolare, entra Mauricio ad affiancare Hoedt. Poi a fine primo tempo Djordjevic è costretto ad uscire, zoppica vistosamente per una botta alla caviglia, Matri prende il suo posto in campo. Il fallo sull’attaccante è di Danilo che si becca il secondo cartellino giallo e lascia l’Udinese in dieci uomini al 41’, il primo era arrivato proprio in occasione di un battibecco con Djordjevic. Nervi tesi, la partita è dura tanto che Thereau rischia di venire alle mani con il compagno di squadra Badu, cercava soltanto di calmarlo dopo un fallo su Hoedt. Alla Dacia Arena va in scena la sagra dei gol annullati. Inizia l’Udinese al 27’ quando Kuzmanovic spedisce in rete e l’arbitro Celi ci mette un po’ a fischiare il fuorigioco di Edenilson. Nel secondo tempo poi Matri ne fa due, ma entrambe le volte il direttore di gara gli nega la gioia dell’esultanza: il pallonetto defilato è viziato dal fuorigioco, il colpo di testa da un precedente fallo su Heurtaux. Lampi di Lazio, le occasioni della partita sono quasi tutte di marca biancoceleste. La squadra di Pioli si accende all’improvviso quando mancano cinque minuti all’intervallo, prima di farsi male è Djordjevic a svirgolare davanti la porta poi è Konko a divorarsi un’occasione ancor più nitida subito dopo: il francese, da escluso a capitano della Lazio nella trasferta friulana, tira alle stelle una palla messa in area da Mauricio. Ne ciccherà un’altra, a dieci minuti dal triplice fischio, con un colpo di testa affatto che finisce sul fondo. Nella ripresa comunque sono i biancocelesti a fare la partita, nonostante una coriacea Udinese in inferiorità numerica. Poca però la pericolosità davanti la porta, per questo Pioli si gioca il suo ultimo cambio e spedisce in campo Klose per Parolo, per sfruttare le tante palle che arrivano in area. Eppure l’occasione del vantaggio ce l’ha l’Udinese, sciupa Thereau. Ancora nervi tesi, Cataldi prende l’ammonizione per un fallo su Badu: era diffidato, salta la sfida infrasettimanale contro il Napoli. Matri viene espulso con un rosso diretto per proteste nei confronti dell’arbitro, l’attaccante lamenta un fallo non fischiato, e da lì si scatena l’inferno. Scintille in panchina, i due team manager vengono allontanati e continuano la lite nel tunnel che porta agli spogliatoi. In chiusura anche Milinkovic-Savic prende un cartellino giallo, diffidato e squalificato per mercoledì, la Lazio è davvero in piena emergenza per la partita dell’Olimpico contro i partenopei. Il punto strappato con l’Udinese lascia l’amaro in bocca, nonostante rappresenti il settimo risultato utile consecutivo per la squadra biancoceleste. Per il quinto posto, e l’Europa League, serve davvero di più.

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