La Lazio riparte da Pioli

Pioli

Vince chi resta. La corsa ad esclusione per la panchina della Lazio ha prodotto l’ultima – e unica – soluzione possibile al momento, vale a dire Stefano Pioli. Contattato e incontrato dal presidente Lotito due settimane fa a Formello, poi lasciato in stand-by mentre la Lazio vagliava altre piste (dopo le altre già esplorate nei primi venti giorni di maggio), da Donadoni ad Allegri, dalla tentazione Simone Inzaghi fino al tentativo in extremis per convincere l’ormai ex allenatore Edy Reja.

Tentativi andati a vuoto per motivi diversi, fino al verdetto arrivato ieri sera a Villa San Sebastiano, residenza del presidente Lotito: Pioli è il nuovo allenatore della Lazio. Ha firmato un contratto di un anno con opzione sul secondo, guadagnerà 600mila euro a stagione ed è già pronto per una sfida difficile: riportare il club biancoceleste nella parte alta della classifica e riconquistare un popolo distante e scoraggiato.

L’impresa non è affatto semplice, anche perché la fine del rapporto con Reja non fa ben sperare i tifosi della Lazio. Dopo aver sopportato con pazienza le voci sui tanti allenatori sondati da Lotito, nelle ultime settimane il goriziano ha espresso alla società i propri dubbi sul futuro. «A fine campionato Lotito mi aveva rinnovato stima e fiducia – ha spiegato Reja – ma gli dissi che il rapporto mi sembrava chiuso. Non ho cambiato idea: servono nuovi stimoli».

Nuovi stimoli e soprattutto nuovi acquisti, ma le garanzie negate a Reja preoccupano. Nelle ultime ore il goriziano ha ribadito le proprie richieste: una rivoluzione tecnica (nessuna cessione importante, a partire da Candreva, e qualche senatore in discussione, vedi Gonzalez) e garanzie sulla riappacificazione con i tifosi. Le risposte ricevute non hanno soddisfatto Reja: «Il presidente voleva convincermi – ha rivelato il friulano – ma deve cominciare un nuovo ciclo. Bisogna ricompattare l’ambiente, costruire una Lazio competitiva perché non è possibile vedere lo stadio con 4-5 mila persone. Lotito vuole fare una Lazio forte».

Forte, ma evidentemente non abbastanza per convincere Reja a rimanere. Preso atto della decisione del friulano dopo l’ennesimo incontro andato in scena nella notte, ieri mattina Lotito ha provato un ultimo, disperato tentativo per Allegri, ma la proposta presentata (biennale a circa 2 milioni di euro, bonus compresi) è stata declinata dal livornese. E non solo per motivi economici. E allora ecco (ri)spuntare Pioli, in paziente attesa dopo l’addio anticipato al Bologna. Il tecnico parmense aspettava una chiamata da giorni, si è precipitato a Roma e in poche ore ha trovato l’accordo con Lotito, impegnato al contempo nella trattativa con il procuratore di Marco Parolo.

Poi la firma, la foto, la nota ufficiale sul sito biancoceleste pubblicata alle 21.41 («La S.S. Lazio comunica che Stefano Pioli sarà il nuovo allenatore della prima squadra a partire dal 1 luglio 2014») e oggi alle 12 la presentazione. Mentre i tifosi, sulle radio e attraverso i social network, manifestavano la propria perplessità sulla scelta del club biancoceleste. La nuova Lazio riparte in salita.

IL TEMPO