La Lazio prepara il «Klose day»

KLOSE

Salutarlo è un obbligo, ringraziarlo quasi un dovere. Contro la Fiorentina indosserà per l’ultima volta la maglia della Lazio, dirà addio all’Italia per sempre (almeno da calciatore), tornerà in Germania e valuterà con attenzione diverse proposte. Miroslav Klose volerà via dalla Capitale, tra due settimane terminerà un’avventura lunga 5 anni, si tratta di una decisione presa ormai da qualche giorno. Il futuro è in panchina, ma guai a sottovalutare la possibilità di vederlo protagonista in campo per un’altra stagione (America, Cina o Bundesliga), il panzer si sente ancora un giocatore, lo ha dimostrato domenica sera con l’Inter. Lunedì era a Zurigo per il premio Fifa World Football Museum, il tedesco ha firmato sul «Muro dei Campioni», la Lazio è entrata nella storia anche grazie a lui. Il 15 maggio all’Olimpico la società potrebbe optare per la vendita dei biglietti a prezzi popolari (sul maxischermo saranno proiettati quelli più belli), una bella iniziativa che permetterebbe al pubblico di partecipare al «Klose day» (nei prossimi giorni sono attese novità importanti). Inzaghi chiaramente gli consentirà di giocare gli ultimi 180’ dall’inizio, a Norcia ha ristabilito le gerarchie, il titolare inamovibile è il tedesco. In questa stagione ha comunque realizzato 6 gol e 8 assist, si è sbloccato nella parte finale, ora vuole chiudere in bellezza e lasciare un ricordo positivo. Con l’aquila sul petto ha segnato 62 gol e collezionato 169 presenze, il tocco sotto ai danni di Handanovic gli ha permesso di portarsi a due reti da Goran Pandev: «Non posso essere primo ovunque – ha dichiarato Klose – ma ci proverò». Inoltre la divisa della Lazio è quella più indossata in carriera: ben 169 volte dal 2011 al 2016 (150 Bayern Monaco e 147 Kaiserslautern).

Numeri importanti, Klose resterà per sempre tra i giocatori più forti della storia del calcio mondiale, una leggenda biancoceleste. Tra due settimane è in programma anche una cena d’addio con tutta la società, Miro saluterà definitivamente l’ambiente romano. Dimenticarlo non sarà semplice per nessuno. Figuriamoci sostituirlo.

IL TEMPO