La Lazio per i maro’, “in campo col fiocchetto giallo”

Claudio Lotito

La Lazio di Claudio Lotito, in prima linea per sensibilizzare l’opinione pubblica in favore dei maro’ Massimiliano Latorre e Salvatore Girone trattenuti in India, sara’ protagonista di una iniziativa con i giocatori che testimonieranno il loro impegno esibendo l’ormai famoso fiocchetto giallo per i maro’ liberi. “E’ un’iniziativa che facemmo gia’ due anni fa – ha spiegato Lotito in un’intervista a ‘Il Tempo’ – sono stato il primo in Italia. Inizieremo la prossima settimana di campionato. I particolari li dobbiamo ancora concertare, vogliamo, in pratica, giocare con il fiocco”.

  Cosa significano per il numero uno biancoceleste e per la squadra i due maro’ e’ presto detto: “Innanzitutto ci deve essere il rispetto per chi rappresentano. In questo momento a livello internazionale abbiamo perso una forza contrattuale.

  Noi abbiamo uno spirito di accoglienza e non mi sembra che questo spirito alberghi in altri paesi. I due maro’ sono stati trattati come dei delinquenti comuni, in realta’ non lo sono.

  L’imputazione nei loro confronti e’ molto grave. Non tutti hanno il mio impegno per i maro’? Io ritengo sia un obbligo civico. Non a caso a livello calcistico il presidente Tavecchio ha posto un problema: chi rappresenta l’Italia deve sentirsi un brivido nella schiena. E chi rappresenta il nostro Paese deve avere l’orgoglio dell’appartenenza, di rappresentarlo, ma anche la tutela nel momento in cui opera nell’interesse del Paese”.

  “I maro’ – prosegue Lotito – sono stati seguiti, ma non tutelati al cento per cento, e la prova e’ che ancora non siamo riusciti a portarli a casa. L’Italia non si e’ fatta sentire abbastanza o sono stati gli indiani troppo duri? Non conosco le trattative e non posso esprimere giudizi, una cosa e’ certa: se fosse capitato a un altro Paese, per fare due esempi Israele e la Germania, probabilmente questo non sarebbe accaduto”. Chiaro comunque il messaggio che vuol lanciare Lotito: “E’ necessario che si mobiliti tutta l’opinione pubblica, cosa che ultimamente non e’ piu’ accaduta, perche’ in questo Paese si e’ perduto l’orgoglio dell’appartenenza, l’orgoglio di essere italiani e di rappresentare la nostra bandiera nel mondo. Ormai siamo permeati da un clima nel quale ognuno tutela i propri interessi, dimenticando che facciamo parte di una grande comunita’. Bisogna risvegliare questo spirito patriottico, di comunione, perche’ chi difende le nostre istituzioni ha il diritto, nei contesti internazionali, di avere la certezza di essere tutelato e non soltanto dal punto di vista formale, ma anche sostanziale”. 

AGI