La Lazio passeggia contro il Bassano

Klose

Sette gol, s’apre così il nuovo ciclo della Lazio targata Pioli. Un diesel che esplode tutto nei secondi quarantacinque minuti, una serata di esordio e prime volte. Col Bassano Virtus, veneti neo promossi in Lega Pro, ci si gioca il terzo turno preliminare di Coppa Italia. E’ un gioco da ragazzi, vecchia guardia e nuovi acquisti tutti in rete. Le prime, e proprio all’esordio, per De Vrij, Basta e Parolo. Da veterani quelle di Candreva – lui il primo marcatore della nuova stagione, Klose e Keita addirittura in doppietta. Poche anime a riempire l’Olimpico, appena 5 mila i tifosi biancocelesti. Ma l’aquila Olympia vola per loro, in cielo a ricordare Aldo Donati. Per la scomparsa del cantautore laziale, in campo la squadra con il lutto al braccio. Il 4-3-3 l’identità creata ad hoc da Pioli, è una serata d’esordi, a partire dallo stesso tecnico alla sua prima ufficiale in panchina. Insieme a lui al battesimo Basta, De Vrij, Parolo e Djordjevic a guidare l’attacco. Prime sorprese di formazione, Cavanda e Gonzalez non convocati e il mercato potrebbe essere la risposta. Out anche Marchetti per un affaticamento al flessore della coscia sinistra e Onazi alle prese con un problema all’adduttore di quella opposta. In porta dunque Berisha, Cana ad affiancare il centrale dell’Olanda, Radu sull’out mancino.

A centrocampo l’ex tecnico felsineo punta su Ledesma in cabina di regia, Lulic da mezzala. Nel tridente col serbo, Felipe Anderson e Keita. Sono i due talentini a illuminare la Lazio, che costruisce tanto dalla mediana in su ma concretizza poco. In tandem con Basta, sulla corsia destra, il brasiliano regala perle da applausi sugli spalti. L’ex Barcellona, sull’out opposto, mette zizzania agli avversari veneti ed è il più pericoloso davanti la porta. Gonfia pure la rete con un delizioso pallonetto, ma l’arbitro Di Bello aveva già fischiato. Supremazia per gioco e possesso palla, ma i biancocelesti non sanno sbloccare il risultato. Poi bastano trentadue secondi, i primi del secondo tempo. Felipe Anderson lascia il passo in campo a Candreva, lui mette in un angolo tutti i mugugni per il rinnovo di contratto. Keita lancia l’azione dalla sinistra, velo di Parolo ed ecco il destro potente del centrocampista romano. Da coprotagonista ad attore principale, appena sette minuti dopo è Keita la star. Ciliegina sulla torta il gol dello spagnolo per una prestazione ad alti livelli, un rigore in movimento che a botta sicura non sbaglia. Non gli basta mica, il poker porta ancora la sua firma, si vendica e infila di pallonetto.

Il tris invece bagna di gloria l’esordio di De Vrij: da solo davanti la porta avversaria vuota, l’olandese sigla la sua prima rete in maglia biancoceleste. Non vuol essere da meno Parolo, nonostante una partita un po’ in ombra, ritrova luce nel finale e sigla la cinquina. Gioco rapido e sempre palla a terra, la Lazio dilaga, imprendibile quando parte in contropiede. Debutto da marcatore pure per Basta, un rasoiata dai venticinque metri, imprendibile. C’è spazio anche per Biglia, in staffetta con Ledesma, poi la standing ovation per Klose. Entra al 25′ della ripresa, il campione del Mondo, riecheggiano gli applausi. Miro ringrazia come sa fare lui, ci mette lo zampino nel quinto gol biancoceleste poi scrive il suo nome sul tabellino col settimo centro a chiudere ogni storia. Un 7-0 che regala alla Lazio la qualificazione ai sedicesimi di finale di Coppa Italia, dove affronterà il Varese a inizio dicembre.

IL TEMPO