«LA LAZIO NON È SOLO LOTITO»

Claudio Lotito

Fermi tutti, parla il Conte: Luca Marchegiani, il portiere dello scudetto del 2000, 339 partite con la maglia della Lazio. Ora è uno degli opinionisti di punta di Sky, ma resta soprattutto un campione d’Italia e anche il portiere meno battuto della storia biancoceleste. Un mito per i tifosi, come Felice Pulici. «Faccio un lavoro che mi piace, ma resterò sempre legato alla Lazio e sono dispiaciuto per quello che succedendo tra Lotito e i tifosi», spiega con amarezza l’ex portiere.
Come giudica questa querelle Lotito-tifoseria?
«Incomprensibile, molto strano, complicato da spiegare».
Lei che idea si è fatto?
«Bisogna trovare una soluzione, è desolante e brutto vedere uno stadio vuoto, di mezzo c’è il bene della Lazio. Lotito e la tifoseria devono fare un passo in avanti e ognuna delle parti deve rispettare il punto di vista dell’altro, ma si deve fare qualcosa, altrimenti si distrugge tutto».
Crede che la squadra possa avere delle ripercussioni?
«Come può non averne? Sono stato giocatore e tutto questo stato di cose pesa come un macigno, per Reja è ancora tutto più difficile e non è giusto».
Soluzioni, idee?
«Stimo Lotito anche per come è entrato nel mondo del calcio, poi ha portato risultati e resta sempre il presidente che ha vinto di più dopo Cragnotti, ma è altrettanto vero che della Lazio si parla poco. Anche io nel mio piccolo gliel’ho detto che deve aprirsi di più, dare più respiro alla società, comunicare meglio e far comunicare di più i suoi giocatori, ma viene fatto poco o nulla. Ed è un peccato».
Per la situazione con i tifosi?
«Spesso si dice che la società è dei tifosi, ma non è così. E’ vero però che i tifosi sono la ricchezza per ogni club e vanno tutelati. Ci vorrebbe un punto di riferimento, uno che abbia fatto parte della storia del club. Ai miei tempi c’era Pulici, ex campione e persona perbene».
Lei fu vicino alla Lazio di Lotito?
«Si, il presidente mi offrì di entrare come dirigente e lo ringrazierò sempre, ma non mi sentivo pronto, in futuro non lo so».
Allestire una squadra competitiva come primo passo?
«Ma non è facile e comunque sono arrivati giocatori come Biglia e altri».
Sorpreso di vedere la Lazio di Reja ottava?
«L’anno scorso è arrivata settimana, è una squadra che ora non può competere per la Champions, ma per l’Europa League e per me, con rispetto di Parma e Verona, ce la può fare ad arrivare sesta».
Lo scudetto è deciso?
«Direi di sì, con la Roma seconda e Napoli terzo».
Come giudica Berisha e Marchetti?
«L’albanese è alto, ma veloce tra i pali ed è bravo, a me piace molto. Federico resta tra i migliori, anche se è stato sfortunato e non so se riuscirà ad andare ai mondiali».
Il 12 maggio sarà all’Olimpico per il 40° anniversario del primo scudetto?
«Si e non vedo l’ora, rivedrò tanti amici a me. Nel 2000 eravamo costruiti per vincere, quella del ’74 resta un’impresa memorabile. E chissà che quel giorno non sia l’inizio di un percorso nuovo tra Lotito e la tifoseria».