La Lazio (in 10) ne fa 3 al Rosenborg. Fiorentina ko: sconfitta in casa contro il Lech

ANDERSON_PIOLI

La Lazio, nonostante un’intera gara vissuta in inferiorità numerica, si semplifica la vita, supera per 3-1 i norvegesi del Rosenborg e prenota con tre turni d’anticipo il passaggio del turno. La Fiorentina, come accadde nel debutto con il Basilea, si complica da sola la propria esistenza in Europa League e viene sculacciata a domicilio dai polacchi del Lech Poznan.

Lazio-Rosenborg 3-1

Premesse iniziali da tiro a segno laziale: al 3’ una zuccata di Hoedt finisce sul palo e il tap in da pochi passi di Mauri scheggia sulla traversa. Il doppio palo, però, è solo un’illusione di una tranquilla serata europea. Al 6’, invece, arriva l’inaspettato patatrac. Lo sciagurato Mauricio fa tutto da solo: buca goffamente l’intervento e stende Skjelvik lanciato a rete. Rosso per direttissima dopo sei minuti. Cambio di programmi: il Rosenborg si prende il boccino della partita, la Lazio, subito in dieci contro undici (fuori Onazi per Gentiletti), si rintana ad aspettare il momento buono per colpire. Che arriva al 28’ sull’asse Candreva-Matri: il primo crea, il secondo taglia e finalizza. Il fortino laziale resiste fino all’intervallo con l’aiuto dei legni: il Rosenborg ne colpisce due in sei minuti con Skjelvik e Soderlund. Il copione del primo tempo si ripete nella ripresa: i norvegesi attaccano, la banda di Pioli si chiude, riparte e al 54’ colpisce di nuovo con Felipe Anderson. Il Rosenborg, pero, si rifà vivo con Soderlund, autore dell’incornata del momentaneo 2-1. La Lazio soffre per dieci minuti buoni, ma rimette le cose a posto al 79’: Hansen ipnotizza Candreva dal dischetto, ma non sulla ribattuta che vale il 3-1 finale, santificato nel recupero dal rigore parato da Berisha su Soderlund. Per la Lazio, capolista solitaria nel girone (grazie al blitz del Saint-Etienne in casa del Dnipro), sono tre punti che valgono una seria ipoteca sul passaggio del turno.

Fiorentina – Lech Poznan 1-2

Paulo Sousa, in vista della sfida al vertice di domenica con la Roma, ridisegna la Fiorentina: ampio turnover e spazio a Mario Suarez e Pepito Rossi dal primo minuto. Il risultato, però, è un primo tempo senza troppe emozioni: Lech rintanato in difesa e assaltato in maniera pericolosa solo in due circostanze da Astori e Babacar. Nella ripresa, al 65’, la formazione polacca passa all’incasso al primo tentativo offensivo: Kownachi, con una deviazione di Tomovic, supera Sepe. L’ovvia conseguenza dello svantaggio è l’assalto viola, a cui partecipano Vecino, Ilicic e Bernardeschi, gettati nella mischia dalla panchina. Le occasioni non mancano, soprattutto con Bernardeschi, ma il portiere Buric fa buona guardia. La montagna diventa quasi impossibile da scalare all’81’: Gajos, entrato al posto del primo marcatore Kownachi, sigla il clamoroso colpo del raddoppio in mischia. Ma la Fiorentina non è ancora morta: Pepito Rossi, imbeccato da Mati Fernandez, regala l’illusione della possibile rimonta. Lo stesso Rossi, Ilicic e Babacar, nonostante l’espulsione di Rebic, sfiorano il pareggio durante il recupero. Troppo tardi. Ora la Fiorentina, ultima nel girone, è costretta a sbagliare il meno possibile nelle prossime tre gare, due delle quali (con Basilea e Lech Poznan) avranno anche l’aggravante di essere in trasferta.

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