La Juventus scappa via

Pirlo

Il Migliaccio verde. C’è mancato davvero poco affinché la Juve non rimanesse fulminata nelle trame nobilmente provinciali dell’Atalanta. I campioni d’Italia vivono un brutto quarto d’ora poi, nel giro in cinque minuti, rimettono le cose a posto.

Presunzione tipicamente sabauda, atteggiamento altezzoso e svogliatezza generale: è la stessa squadra vista a Cesena. I bianconeri attaccano con poca convinzione, l’unica azione degna di nota arriva al 18’, con un destro in diagonale di Llorente che si perde sul fondo. L’Atalanta controlla senza troppi affanni, e quando può, osa. Serve il miglior Buffon per intercettare una conclusione ravvicinata di Baselli innescato da un retropassaggio di Pirlo. Sull’angolo successivo Migliaccio anticipa tutti e di testa infila il portiere juventino. Atalanta uno, Juve zero.

La sveglia è suonata. I campioni d’Italia iniziano a fare sul serio. Pereyra al 27’ si divora un’opportunità clamorosa calciando su Sportiello in uscita. Il portiere si esalta ancora al 39’, su un destro ravvicinato di Caceres, ma sul corner successivo è costretto a capitolare. Angolo di Pirlo, testa di Bonucci e mischia risolta da Llorente. Uno a uno. Gli atalantini reclamano per una posizione irregolare di Tevez che partecipa attivamente all’azione, ma sembra tenuto in gioco da Cigarini: supposizioni, non c’è alcuna certezza.

Allo scadere del primo tempo arriva il colpo del fuoriclasse. Pirlo calcia di esterno collo da trenta metri, la palla «sbanda», si abbassa, si infila a fil di palo. Due a uno. Nella ripresa la Juve sfiora il terzo gol, ma Sportiello compie un intervento prodigioso sul colpo di testa ravvicinato di Pogba. Marchisio reclama il rigore per un intervento ingenuo di Scaloni e rimedia il giallo. Morata non coglie l’attimo fuggente, ma la vittoria è nel forziere. Con la Roma distante dieci punti, la Juventus può concentrarsi sulla Champions: martedì arriva il Borussia Dortmund per la gara d’andata degli ottavi.

IL TEMPO