La Juve suona la carica dei 100

Giovinco

La Signora dà i numeri. Le vittorie fanno la storia, le cifre aiutano a raccontarla. A cinque passi dall’impresa la Juventus va all’attacco. In tutti i sensi. La carica dei 101 gol segnati nelle 51 partite ufficiali dà l’ultima spinta verso un incredibile double: scudetto ed Europa League. Con una media superiore alle due reti a partita, Buffon e soci hanno ipotecato il tris scudetto, ma domani sera contro il Benfica ne potrebbe bastare una (senza subirne) per regalarsi la finale europea “casalinga”.

Gli attaccanti bianconeri ne hanno finora segnati quasi il 50 per cento: Tevez 21, Llorente 17, Quagliarella 4, Giovinco 3, Vucinic e Osvaldo 2. Quarantanove reti che per un motivo o per l’altro rischiano di restare a guardare i Mondiali alla televisione. Incomprensibile soprattutto se si pensa all’Apache e al Re leone. Comunque adesso serve l’ennesimo sigillo per un altro passo verso la storia, per fare cifra tonda se nel giochino si aggiungono i 50 centri dei bomber bianconeri in prestito (Immobile 21, Berardi 13, Zazà e Gabbiadini 8). Il totale farebbe 100. Tutto ruota attorno a quel numero. Cento è la quota punti che renderebbe leggendario lo scudetto e un successo domani sera sarebbe la vittoria numero cento del triennio contiano.
Cento, cento, cento. Una volta era la ruota di un quiz a premi, ora è il numero perfetto per la Juventus. E Conte si affida all’attacco perché sa che in questo momento è la miglior difesa della sua squadra. Una novità per una formazione che nelle ultime due stagioni aveva costruito i successi su un fortino inviolabile, il migliore nelle ultime due edizioni della Serie A. Adesso la differenza la fanno le bocche da fuoco, l’attacco più prolifico del campionato. Un reparto che non può prescindere da Tevez e per domani sera in ballottaggio per un posto al suo fianco ci sono Llorente e Giovinco.

Dunque l’attacco più della difesa, che tra Benfica e Sassuolo ha accusato qualche scricchiolio di troppo contro avversari veloci e abili nelle ripartenze. Poi a fare la differenza dovrà essere lo Juventus Stadium. Dove la Juve non ha mai perso in questa stagione. E quattro delle ultime cinque partite stagionali (Benfica, Atalanta, Cagliari ed eventuale finale; in trasferta solo a Roma), si giocheranno nella casa bianconera, anche se nell’ultimo atto dell’Europa League la Signora sarebbe “ospite” da sorteggio. Conte ha già chiamato a raccolta i tifosi: «Giocheremo in dodici». Ma non è quel tipo di aiuto ad agitare la vigilia del Benfica. Preoccupa il “favore” dell’Uefa che ha deciso di anticipare a oggi la riunione per decidere sull’eventuale prova tv per Perez, l’argentino che all’andata rifilò una gomitata da rigore-espulsione a Chiellini non vista dall’arbitro. I portoghesi hanno alzato la voce: «Ci chiediamo se l’Uefa non voglia assicurarsi che la Juve arrivi in finale a Torino». Accusa che fa respirare ai bianconeri l’aria di casa anche in Europa dopo le polemiche degli ultimi giorni. Tanti sospetti e zero riconoscimenti. Chissà che non serva anche questo, oltre all’attacco e allo Juventus Stadium per vincere. Eppure al Benfica dovrebbero conoscere Conte, era in campo insieme a Carrera nella Juve che nel ’93 ribaltò il 2-1 di Lisbona con un 3-0 nei quarti Uefa, e il suo pensiero sul rumore dei nemici: «A me dà una carica incredibile. Magari se dovessero elogiarci perderemmo questa forza».

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