La Juve si butta via Finale in salita

ANTONIO CONTE

Meglio in Italia. La Juve perde a Lisbona contro il Benfica l’andata della semifinale di Europa League, ma il 2-1 è comunque risultato ribaltabile tra una settimana.

Non una serata facile, tutt’altro: sarebbe potuta andare peggio ma anche meglio, visto che i bianconeri sono andati sotto dopo due minuti pareggiando poi con Tevez ma subendo nel finale un altro gol e rischiando ancora.

Conte sceglie in difesa Caceres (per Barzagli) e in attacco si affida a Tevez e Vucinic. Dall’altro lato, Gaitan non viene schierato e in attacco Jorge Jesus schiera Rodrigo, Cardozo e Sulejmani. Manco il tempo di cominciare e la Signora capisce che in Europa la musica è tutt’altra: il brutto è che il vantaggio portoghese arriva su azione d’angolo, quasi a riportare la Juve indietro nel tempo. E quindi: SuperGigi temeva Luisao, ma è la testa di Garay a spuntare dietro Bonucci e a fare secco il numero uno azzurro.

L’inizio è un mezzo incubo e fortuna vuole che Sulejmani sprechi di sinistro il possibile raddoppio: la Juve allora si riprende, affidandosi a Tevez e alle sue sgroppate che quanto meno regalano un po’ di preoccupazione ad Artur, portiere che a Roma non ha lasciato traccia né rimpianti. L’Apache però, pur sbattendosi non poco, fatica a centrare la porta così come il solito Vucinic. Un po’ come Cardozo, pressoché inutile. Tutto il contrario invece di Markovic: classe da vendere, il ventenne talento serbo indovina qualche giocata più che interessante, anche se spesso lontano dalla porta di Buffon faticando quindi a essere concreto.

Comunque sia, la Juve va al riposo con la sensazione di potersela giocare, anche se la facilità di corsa dei padroni di casa pare superiore. Ci prova Pogba di testa, a inizio ripresa: Artur c’è, ma almeno la Juve saggia le qualità del portiere lusitano. E’ soprattutto Marchisio a salire di tono, così come Pirlo: Jesus manda in campo prima Almeida e poi Lima, quest’ultimo attaccante da 50 gol in due stagioni, Conte risponde con Giovinco per Vucinic e per poco non trova subito il pareggio al termine di un’azione che però vede il cross di Lichtsteiner intercettato da un difensore in maglia rossa. A furia di urlare, Conte si fa capire: palla anche a sinistra, Asamoah ringrazia e la palla che arriva a Tevez è di quelle invitanti. L’Apache sfrutta il buco di Maxi Pereira e ritrova il gol europeo che mancava da cinque anni.

Tutto finito? No. Perché segnava un gran gol anche Lima, con successive opportunità anche per Markovic e Chiellini: ci si rivede il 1° maggio, a Torino.

Nell’altra semifinale, il Siviglia ha battuto in casa 2-0 il Valencia con reti di M’Bia e Bacca. Alla squadra di Pizzi servirà un’altra rimontona dopo quella riuscita ai danni del Basilea.

IL TEMPO