La Juve sbanca Napoli, è campione d’inverno

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Ci volevano Massimiliano Allegri e una grande Juve per sconfiggere il tabù San Paolo: dopo 14 anni i bianconeri battono il Napoli 3-1 a casa sua e rispondono alla doppietta di Totti con una vittoria preziosissima per la lotta scudetto. La rivincita di Doha è servita: a segno Pogba, Caceres e Vidal.

LA PERLA DI POGBA — Allegri sceglie Caceres (che non giocava da 3 mesi: 5 ottobre, gara con la Roma) al posto di Lichtsteiner, leggermente affaticato ma per il resto conferma la formazione anti Inter. Nel Napoli c’è De Guzman al posto di Mertens. Stavolta, però, non ci sono sceicchi bardati di tutto punto seduti comodamente in poltrona, come a Doha, ma un San Paolo stracolmo che rende omaggio con luci e canzoni a Pino Daniele. Come nella Supercoppa qatarina, però, è la Juventus ad andare in vantaggio, dopo una prima mezzora tutt’altro che entusiasmante. I bianconeri trovano il gol con il primo tiro in porta della partita. Stavolta non è Tevez a sbloccare la sfida, ma una magia di Pogba, che al 29′ gela Rafael e lo stadio tutto azzurro (trasferta vietata per i tifosi della Juve) con una girata di destro ad alto coefficiente di difficoltà e di incredibile bellezza: Llorente è bravo a difendere il pallone, Tevez prova a calciare, Koulibaly respinge e la palla arriva sul destro di Paul, che non perde occasione per dimostrare di essere di un’altra categoria. Undici minuti prima il Napoli aveva sprecato una ghiotta occasione con De Guzman. Per il resto sono solo sbadigli, almeno nel primo tempo. Da registrare solo un tiro di Caceres (pescato splendidamente da Tevez) al 44′, con respinta di piedi di Rafael.

PAREGGIO E REAZIONE — Nella ripresa il Napoli cerca di prendere in mano la partita e di rimontare, ma gli manca velocità e anche un po’ di qualità. Per questo Benitez manda in campo Mertens, sacrificando Hamsik. Detto fatto: il belga sguscia subito via un paio di volte sulla fascia sinistra e da un suo angolo nasce il pareggio di Britos: tiro al volo al 19′ s.t. Juve raggiunta, come a Doha e come è accaduto in campionato contro Sampdoria e Inter. Chissà che cosa avrà pensato Allegri in quel momento… I bianconeri però stavolta reagiscono, proprio come aveva chiesto alla vigilia l’allenatore: al 24′ zampata vincente di Caceres (in posizione di sospetto fuorigioco) su punizione dalla trequarti di Pirlo. E pensare che il difensore era destinato al cambio, Lichtsteiner era pronto a bordo campo ma il vantaggio ha fatto cambiare idea ad Allegri: fuori Pogba e difesa a cinque per proteggere il prezioso risultato. Peccato che Caceres uscirà lo stesso poco dopo, acciaccato. Il San Paolo per un attimo vive anche l’emozione del 2-2 su una palla persa malamente da Buffon, ma l’arbitro annulla per fallo di Koulibaly sul portiere. Nemmeno l’ingresso in campo del talismano Gabbiadini, già letale per i bianconeri con la maglia della Samp, riesce a cambiare il risultato. Higuain, protagonista in Supercoppa con una doppietta, stavolta delude. Ultimo sussulto, un errore di Ogbonna che lancia Zapata: il colombiano finisce a terra in area ma l’arbitro lo ammonisce per simulazione. Stavolta la Juve vince, sfata il tabù San Paolo e porta a +3 il vantaggio sulla Roma. E trova anche il gol del 3-1 all’ultimo respiro, con una gran giocata di Vidal. Capolista inarrestabile.

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