La Juve pareggia a Cesena. Poche emozioni, zero gol

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Finisce a reti bianche il Memorial Edmeo Lugaresi, 0-0 tra Cesena e Juventus. In uno stadio a festa la Juve continua a non convincere a fondo. Tanto possesso palla ma mai concretizzato a pieno. Addirittura la squadra di Allegri tira in porta veramente solo due volte: sempre con Pirlo al 5′ da fuori e attorno al 20′ su punizione. Per il Cesena, che in campo si è dimostrato organizzato, un ottimo banco di prova in vista del ritorno in serie A. La scenografia è stupenda: 17.626 spettatori assistono alla gara.

LA PARTITA – È solo calcio d’estate ma il Manuzzi per la seconda edizione del Memorial Edmeo Lugaresi è tirato a lucido. In campo moduli speculari, 3-5-2 sia per Bisoli che per Allegri che decide di puntare dal primo minuto su quattro nazionali: Chiellini, che prima della partita ha ricevuto una targa dal presidente del Cesena Giorgio Lugaresi per ringraziare della partecipazione, e Bonucci in difesa, Lichtsteiner e Pirlo in mediana. Ed è subito il ‘Professorè a disegnare calcio, spesso lasciato solo a tessere le trame della manovra. Al 5’, però, è un suo ex compagno, il portiere Nicola Leali in prestito proprio dalla Juve al Cesena, a negargli la gioia della rete con un tiro dalla distanza. Ma al di là dei soliti piedi fatati, è un idolo per tutto lo stadio: non appena batte una punizione od un angolo, il settore dello stadio lo omaggia con un coro di sostegno.

POCHE EMOZIONI – Allegri vive la partita praticamente sempre in piedi, ai limiti dell’area tecnica a sua disposizione. Braccia conserte fino a quando dalle sue labbra non partono consigli con le mani utili consigliere nell’indicare i movimenti ai suoi giocatori. Giovinco è di gran lunga il più in forma, disegna calcio tra tocchi di prima e colpi di tacchi, uno a lanciare Llorente incendia il pubblico, di bocca buona che non desidera altro che vedere spettacolo. In realtà di occasioni nei primi minuti ce ne sono poche: il Cesena di Bisoli è ordinato, il 3-5-2 in fase difensiva diventa 5-3-2 con Cascione battitore libero a pressare i portatori di palla avversari. E quando recuperano palla i romagnoli si appoggiano sull’ariete Djuric che dall’alto del suo un metro e 98 centimetri d’altezza quando prende l’ascensore artiglia tutti i palloni. Anzi, va pure vicino al vantaggio: 26′, azione prolungata Zé Eduardo, Perico, Defrel con il francese che si accentra e dai 20 metri trova pronto Storari che con la mano di richiamo alzo in angolo. Gran possesso palla, a volte sterile, per la Juve, ripartenze per il Cesena: ecco il ritratto del primo tempo terminato sullo 0-0.

IL FINALE
 – Nella ripresa via al valzer di cambi: nella Juve va il ‘Principino’ Marchisio a ricoprire il ruolo di Pirlo di playmaker nel 3-5-2. Moduli sempre uguali ma la Vecchia Signora continua a non convincere. D’altronde i nazionali hanno due giorni di allenamento nelle gambe, i ritmi sono per forza blandi. E per poco il Cesena non passa: al 55′ Djuric difende palla con il corpo e si invola a tu per tu con Storari ma quando il più sembra fatto accorcia troppo il passo consentendo a Caceres di intervenire in scivolata e salvare. Allegri osserva impassibile la sua squadra, braccia dietro la schiena mentre la Juve continua a far girare palla senza però troppo mordente con il Re Leone Llorente bloccato in una morsa. All’80’ ci prova Ogbonna di testa da angolo ma la palla si spegne fuori. Niente da fare, il risultato non si sblocca. Finisce 0-0 per la felicità del Cesena.

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