La Juve esce sconfitta dalla battaglia di Madrid

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Dopo sei partite ufficiali la Juve cade in Europa, mettendo fine alla sua striscia di imbattibilità. Succede a Madrid, succede nel Calderon dove l’Atletico si prende i tre punti quasi senza tirare in porta, giocando una partita durissima sia dal punto di vista fisico che psicologico. E se il cuore di Simeone e il suo spettacolo per galvanizzare lo stadio era previsto alla vigilia, non così il gioco ai limiti del violento che viene tollerato oltre il limite da un Berdych a tratti assorbito dall’atmosfera belligerante sul terreno di gioco. I vicecampioni d’Europa mostrano comunque come si arriva a giocarsi la coppa: non mollano un centimetro, concedendo pochissimo, e nella ripresa approfittano della distrazione fatale della difesa avversaria con grande cinismo portando a casa il bottino pieno. La strada europea è questa, i bianconeri ingoiano amaro ma è questa sconfitta che contiene tutto quello che è da metabolizzare per essere protagonisti in Champions: in fin dei conti da qui è uscito a testa bassa anche il Real.

UNA GUERRA DI MUSCOLI E NERVI – La partita è fisica, e non potrebbe essere altrimenti. L’Atletico si presenta in campo a maglie strettissime chiudendo tutte le linee di passaggio, impostazione semplice, quasi scolastica, degli uomini di Simeone che fanno dell’agonismo la loro migliore arma: la Juve infatti comanda per lunghi tratti ma è un gioco spezzettato dai tanti duelli e dai tanti falli: Chiellini e Mandzukic se le danno senza risparmiarsi, anche Bonucci ci mette il suo quando stacca di testa a braccia larghe colpendo il croato che rinuncia alla maschera protettiva del setto nasale. La prima occasione è per Marchisio che sfrutta lo scarico di Pogba colpendo di potenza ma senza precisione, mentre sono molti i bianconeri con problemi di equilibrio sul terreno di gioco, bagnato per quasi un’ora prima del match e pesantissimo per rallentare giocate e giocatori. I contrasti si moltiplicano, gli spagnoli protestano in continuazione, capitan Raul Garcia in testa che si permette anche di mandare platealmente a quel paese Brydch senza che il direttore di gara intervenga. Tra urli e tacchetti i Colchoneros trovano anche il tempo di impegnare Buffon quando Vidal al 25′ perde ingenuamente palla ai venti metri e libera il destro di Mandzukic respinto in tuffo. La replica è di Pogba che poco dopo la mezz’ora fa tremare lo stadio con il suo destro a giro che esce di poco alla destra di Moya. Prosegue la battaglia: Saul piazza una gomitata a Lichtsteiner neanche sanzionata, Simeone si unisce alla bolgia calciando via con rabbia immotivata un pallone che arriva vicino alla sua panchina, chiedendo scusa al direttore di gara che lo guarda con espressione basita. Si va all’intervallo di una partita che assomiglia a una guerra di muscoli e nervi: Juve più ordinata, Atletico finora più intimidatorio che altro

LA DECIDE ARDA TURAN– Simeone butta dentro il jolly Griezmann, arriva il giallo per Raul Garcia che stende Tevez sulla trequarti, la punizione la spreca Pogba che sembra aver iniziato la ripresa a luce spenta. Anche Chiellini finisce sul taccuino del direttore di gara per una trattenuta ad Arda Turan, l’Atletico inizia a crederci e va vicino al gol nell’unico modo possibile, continuando a buttare palla al centro cercando il colpo di testa di uno dei suoi specialisti o un rimpallo favorevole. In una di queste azioni la palla arriva ad Arda Turan che prova il cross rasoterra, un rimpallo fa volare il pallone sul braccio di Cáceres ma Brydch non si fa influenzare dalla bolgia rojiblanca che invoca il penalty. La Juve soffre terribilmente, chiusa nella sua area dalla morsa spagnola che non accenna a terminare, gli errori si moltiplicano ma il momento di difficoltà viene superato e l’esercito del Cholo viene respinto. Sarebbe il momento giusto per inserire forze fresche, Vidal boccheggia, Evra a sinistra è sparito, anche Pogba sembra ormai troppo molle ma Allegri temporeggia e forse è anche per questo che i bianconeri vanno sotto a un quarto d’ora dal termine: cross di Juanfran, Mandzukic non ci arriva ma alle sue spalle spunta Arda Turan che brucia Lichtsteiner e deposita nella rete di Buffon, che l’ultima volta era stato superato nel Mondiale passato. 1-0 Atletico che arretra in blocco, dentro Pereyra per Cáceres e si passa alla difesa a quattro, con la Juve a riversarsi in attacco cercando il pari.

FINALE, SALTANO I NERVI – Ultimi dieci minuti con Godin che sfiora l’autogol deviando una palla velenosa di Lichtsteiner, Allegri butta dentro anche Morata per Vidal, lascia il campo anche Mandzukic per lasciare il posto a Mario Suarez. La palla buona per il pari arriva a Llorente ma il centravanti bianconero viene letteralmente trascinato a terra da Miranda senza che l’arbitro di porta segnali nulla. Poi è solo confusione e nervi ormai persi, con Morata e Pogba a prendersi l’ammonizione e con Giovinco, appena entrato, che nel finale salta un difensore con un tocco di spalla, evita il portiere con un pallonetto e viene affossato dal portiere in uscita. Berdych però ha già fischiato e non contento chiude la sua direzione con la ciliegina dell’ammonizione all’attaccante. Lo spettacolo è comunque alla fine, con i giocatori a scambiarsi maglie, complimenti e rispetto: cade la Juve al cospetto dei vicecampioni d’Europa, cade con l’amaro in bocca della consapevolezza di uscire dal Calderon meritando qualcosa in più.

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