LA JUVE DEI RECORD. TERZO SCUDETTO DI FILA E 100 PUNTI NEL MIRINO.

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Otto partite per entrare definitivamente nella storia del calcio italiano. La vittoria colParma avvicina ulteriormente la Juve al terzo scudetto consecutivo, un risultato che ai bianconeri manca dagli Anni 30 e un tricolore che consegnerebbe ufficialmente alla Signora la terza stella. E l’obiettivo diConte, anche se mai realmente dichiarato, è tagliare il traguardo toccando quota 100 punti per la prima volta in Serie A.

Il primo record è arrivato mercoledì sera: 15 vittorie consecutive in casa, meglio delTorino 1975/1976. Un primato che, tra l’altro, potrà essere migliorato nelle prossime quattro gare allo Stadium. Ma il grande sogno riguarda il record di punti in campionato, attualmente di proprietà dell’Inter (97 punti nel 2006/2007) e, anche per questo motivo, ancora più gustoso da battere per ogni juventino. Nel mirino ci sono i 100 punti, col passare delle giornate sempre più vicini.

La banda di Conte, con otto turni ancora da giocare, ha già conquistato 81 punti. Ciò significa che, sui 24 ancora a disposizione, alla Juventus ne basterebbero 19 per toccare quota 100  (e 17 per sbriciolare il primato nerazzurro). In sostanza, i bianconeri potranno permettersi una sconfitta e un pareggio da qui alla fine del campionato. E considerando le sette vittorie consecutive, le 43 partite di fila in gol e la miglior differenza reti totale (67 gol fatti, 20 subiti), il raggiungimento dell’obiettivo appare sempre più probabile.

A interrompere la corsa della Signora ci proverà domenica il Napoli, che a Catania ha blindato il terzo posto. Conte dovrà fare a meno di Tevez, ammonito col Parma e squalificato per la sfida del San Paolo, ma l’Apache può consolarsi con i 18 gol in campionato che, per ora, gli garantiscono la vetta della classifica marcatori davanti a Ciro Immobile (17). Mai nessun giocatore straniero (nemmeno i vari Platini, Trezeguet e Ibrahimovic), al primo anno di Juve, aveva segnato così tanto. Una stagione straordinaria che, però, rischia di terminare senza la chiamata per il prossimo Mondiale, visto che il c.t. albiceleste Sabella pare non volerne sapere. “Io penso solo a fare bene il mio lavoro, che è il modo miglior per cercare di essere convocato”, spiega l’argentino. Ad Antonio Conte, va benissimo così.